martedì 29 dicembre 2015

«Gli imprenditori innovino, anziché lamentarsi» La lettura controcorrente di Mancini (ex Cgil): «la classe dirigente economica in realtà é conservatrice e attaccata al pubblico. Vedi project e Mose»

Interessante articolo di M.Milioni che su VVox intervistasta Oscar mancini riguardo algli imprenditori veneti e al recente sondaggio della fondazione nord-est che mette in luce le lororo capacità e opininioni riguardo al futuro. apperendo condivisibile nel merito della critica che Oscar rivolge alla principale delle categorie economiche la pubblichiamo nel nostro blog.
La Fondazione Nordest squaderna un sondaggio in cui fa il punto sulla percezione della società da parte di chi guida le sorti dell’industria veneta. Ne viene fuori uno spaccato in cui gli avversari tradizionali del comparto produttivo vengono identificati nel fisco e nella burocrazia. Oscar Mancini (in foto, qui la versione estesa dell’intervista), un passato da alto dirigente sindacale della Cgil veneta, un presente da assessore all’ambiente nel Comune di Mogliano, e soprattutto una vita spesa a studiare i temi dell’urbanistica, del lavoro e dell’economia, parla di una classe imprenditoriale che individua «un falso bersaglio» per spostare il dibattito pubblico in un ambito meno problematico per le imprese. E lancia una sfida a queste ultime e alla politica ad impegnarsi «in ricerca ed innovazione» in modo che si possa concretizzare quel cambio di passo invocato da anni, e che mai si concretizza.

lunedì 28 dicembre 2015

BUON NATALE E BUON NUOVO ANNO

Un po' in ritardo ma ancora in tepo per augurate un buon anno a quanti si aspettano nuovi regali per la Pedemontana Veneta, abbiamo addobbato il nostro albero con i "personaggetti" di questo Natale 2015. Quelli che sono corsi di nuovo in questo anno in soccorso di un'opera che sotto l'albero ha trovato alcuni regali importatnti e decisivi: l'intervento del Autorità Nazionale Anticorruzione, di cui stiamo aspettando gli esisti visto dal 14 ottobre sono scaduti i termini di 6 mesi che si era data per l'inchiesta sulla SPV e sul commissario; 
la relazione del Cons. Mezzera della Corte dei Conti che con l'autorità generale di controllo sulla pubblica amministrazione si appresta a concludere l'indagine avviata ad inizio del 2015, e i cui esisti sono stati in parte anticipati nell'audizione delle parti del 21/12/2015; 
4 nuovi ricorsi presso il Consiglio di Stato tesi a ribadire le prime due sentenze del TAR Lazio emesse nel dicembre 2011 e nel bebbraio 2012, ma soprattutto per ottenere ragione della grave illogicità delle recenti sentenze che hanno salvato il commissario, ripetendo a pappagallo l'ultima memoria della Regione Veneto, fatto gravissimo e destabilizzante per l'autonomia della magistratura e di cui chiederemo conto al CSM;
infine lo schema dei project bond della Pedemontana Veneta, una vera e propria sorpresa sotto al nostro albero, che speriamo non si trasformi nel regalo dello schema John Law o meglio noto come schema Mississippi (https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_Law), la vera prima bolla finanziaria esplosa sulla affidabilità delle note bancarie emesse per lo sfruttamneto della Louisiana francese fallito su tutta la linea e comprata a aquattro lire dai nascenti Stati Uniti. Sarà forse questo il destino che aspetta la SPV? Sperando che questi non siano solo Pacchi Buon Nuovo 2016.

giovedì 17 dicembre 2015

IL COVEPA VA A ROMA A DETTAGLIARE IL QUADRO DELLA TRUFFA E DEL FALSO DI PEDEMONTANA VENETA


Lunedì 21 dicembre 2015 il CoVePA con una delegazione sarà presente a Roma presso la sede della Corte dei Conti dove si svolgerà l'udienza in relazione all'inchiesta sulla Pedemontana Veneta. Saremo presenti poiché siamo stati invitati a partecipare all'udienza. La nostra delegazione ha chiesto di poter intervenire inviando una relazione che integri quanto emerge dalla nutrita e dettagliata relazione del Procuratore Mezzera. Saranno presenti Matilde Cortese, Massimo Follesa ed Elvio Gatto accompagnati da alcuni attivisti, potremmo esporre i nostri striscioni che ricordano la truffa ai danni dello stato e le falsità commesse da chi ha voluto questa Pedemontana Veneta con una emergenza al di fuori della legge, creando una vera emergenza economica, ambientale e democratica. Andremo a dettagliare questo a partire dalla finta approvazione del progetto esecutivo che ha fatto incassare 370 mln di € del governo.
L'atto fondamentale di questo capitolo sarà la sentenza che emetterà la Corte, alla quale chiediamo di tenere conto di alcune fattispecie penali riguardanti gli attori principali della commedia SPV. Non possiamo fare a meno di ricordare i passaggi dolenti dell'approvazione del progetto esecutivo nel dicembre del 2013. A due anni di distanza ha ormai collezionato oltre una decina di varianti, dimostrando che quel progetto esecutivo fu approvato per finta, fatto solo per ottenere 370 mln di € in pronta cassa. E' ormai evidente perchè fino ad ora assistito a continue varianti. 

venerdì 11 dicembre 2015

TAEPILE rilancia sulla Spv con il dossier esplosivo della Corte dei conti: Vernizzi sulla graticola, due sberle alla SIS e una pettinata all'impomatato Zaia


Marco Milioni su TAEPILE pubblica i contenuti della relazione della Corte dei Conti sulla SPV. «I controlli dei ministeri competenti e della Regione Veneto risultano assenti» e appare incerta «la sostenibilità finanziaria dell'opera» il cui costo è cresciuto ormai sino a tre miliardi di euro. «La convenzione con il concessionario» il consorzio Sis-Spv presenta condizioni di notevole convenienza per il privato; genera «l'alea un potenziale debito pubblico occulto sulla Regione dal momento che il rischio di mercato «risulta sbilanciato a sfavore della parte pubblica».

Sono questi alcuni dei passaggi salienti con cui la Corte dei Conti a Roma, ovvero la «Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato» mette sulla graticola la Pedemontana Veneta nonché l'operato del suo commissario straordinario, l'ingegnere rodigino Silvano Vernizzi. Il documento, un vero e proprio dossier esplosivo di 161 pagine, ricche di grafici, analisi economiche e giuridiche è firmato dal responsabile della sezione, Antonio Mezzera, il magistrato che a suon di carte bollate da mesi sta duellando a distanza non solo con Vernizzi ma anche con i funzionari della regione e con molte amministrazioni locali, che su Spv avrebbero tenuto un comportamento ambiguo. Scopo della relazione di Mezzera, questo è il compito che gli assegna il suo ufficio, è quello di fare luce sugli aspetti economico-giuridici per segnalare eventuali anomalie ed incongruità.

giovedì 10 dicembre 2015

Pedemontana Veneta. Zanoni (PD): Finalmente si fa chiarezza: il 21 dicembre relazione impietosa della Corte dei conti

(Arv) Venezia 10 dic. 2015 -    “Finalmente, dopo due anni di indagini e di innumerevoli richieste di dati, la Corte dei Conti ha convocato a Roma per il prossimo 21 dicembre, a collegi congiunti, tutte le autorità coinvolte nel progetto della superstrada Pedemontana Veneta: sono convocati la Regione Veneto e Veneto Strade, oltre a ministeri, una quarantina di Comuni, ed una serie di associazioni”.
A dirlo il consigliere regionale del Pd, Andrea Zanoni. “In quell’occasione il giudice Antonio Mezzera illustrerà una relazione di ben 158 pagine, corredata da una quarantina di tabelle con numeri e dati. Finalmente verrà fatta chiarezza sui troppi lati oscuri di questo progetto di superstrada a pedaggio che fin dal 2011 denunciai alla Commissione Europea. I contenuti della relazione, di cui sono in possesso, sono impietosi: dalle critiche sul commissariamento e sui costi ad esso connessi, fino alla questione dell’accentramento dei poteri decisionali che ha privato enti locali e cittadini della possibilità di una seria condivisione e di un serio confronto sulle decisioni relative ad aspetti ambientali, tecnici ed economici”.
L’esponente democratico evidenzia ancora che “anche sulla progettazione, la relazione parla di carenze e sui costi si dice che si è partiti da una cifra inferiore al miliardo per arrivare a tre. Rilievi sono stati inoltre fatti sulla convenzione economica, per troppo tempo tenuta secretata e portata alla luce dal sottoscritto nel 2014. Altro lato dolente i controlli, ritenuti molto modesti e senza la dovuta, rigorosa, attività di vigilanza che un’opera del genere richiederebbe”.
“Infine – conclude Zanoni - gli espropri: è stato evidenziato che procedono troppo a rilento, come ho denunciato ancora ad agosto con una mia interrogazione alla Giunta regionale. Mancano dunque 10 giorni a questo momento di verità di grande importanza. Un momento di trasparenza su questa grande opera che rischia di fare la fine delle BRE-BE-MI, ovvero di diventare accessibile a pochi a causa degli alti costi di pedaggio”.

sabato 17 ottobre 2015

SPV TREVISO: I TG DI RETE VENETA E EDEN TV A VILLA VENTURALI FANNA

 
Efficace il presidio e la conferenza a Villa Venturali Fanna con una folta presenza degli attivisti del CoVePA del WWF locale e dei comitati locali. Buona la presenza di giornalisti e telecamere. Erano presenti Simone Scarabel e Jacopo Berti consiglieri del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle che si sono impegnati a ribaltare le carte e interrogare la regione e il ministro responsabili.

mercoledì 14 ottobre 2015

SPV: PRESIDIO & CONFERENZA STAMPA A VILLA VENTURALI FANNA IL 16/10/15 ORE 12. Gli strani casi dei supertecnici che interpretano le norme a favore della SPV che da settembre è diventata spa!

Venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 12.00 si terrà presso Villa Venturali Fanna – loc. Visnadello via Campagnola, 27 Villorba TV (https://goo.gl/maps/84ufrMFdDFF2) - un presidio del CoVePA con conferenza stampa
L'invito al presidio è rivolto alla partecipazione di tutti: cittadini, espropriati, associazioni, consiglieri e rappresentanti politici, che hanno a cuore il territorio veneto, la tutela del suo patrimonio e il rispetto della legge.
Sotto lo slogan che la legge per gli amici si interpreta e non si applica, Villa Venturali Fanna (http://www.francescofanna.com/villaventuralifanna/) ha subito lo scorso lunedì 12 ottobre, l'immissione in possesso delle proprietà soggetto a vincolo monumentale assoluto per la costruzione della ormai famigerata Pedemontana Veneta. Siamo ormai all'assunto che la SPV avanza nel costante e continuo aggiramento delle norme con la complicità dei funzionari dello stato preposti, più che alla applicazione delle leggi, alla loro sistematica interpretazione per consentirne l'aggiramento.
Vogliamo ricordare che il vincolo di Villa Venturali Fanna va applicato in modo restrittivo perché ha forza di legge dello stato e non aggirato con sotterfugi o gallerie di sorta.
La continua applicazione estensiva delle norme compiuta dal commissario è stata definita dalle sentenze del TAR Lazio del 2011 e del 2012 come atto sovversivo che volge al ribaltamento delle regole dello stato. A poco vale che questi atti sovversivi siano stati confermati anche dalle recenti sentenze sugli ultimi ricorsi contro Pedemontana Veneta presso il TAR Lazio.

domenica 27 settembre 2015

IL MIRACOLO DEI PROJECT E L'ITALIAN JOB: BREBEMI E SPV SALVATE DAI MILIARDI PUBBLICI.


Massimo Follesa sul blog del Covepa ha lanciato l'allarme sulle ombre relative al supercomitato che dovrebbe valutare a breve la congruità dei project financing al vaglio della Regione Veneto. Qui in una video intervista analizza il tema dei finanziamenti pubblici nei project financing e l'opacità di Luca Zaia.

giovedì 24 settembre 2015

SUI PROGETFINANSING SCEGLIE ZAIA: IL COMITATONE. TUTTI INSIEME APPASIONATAMENTE ANCHE CON GLI INDAGATI?

tratto da lucazaia.it
Il Comitatone di Zaia per i progetfinansing e le concessioni sarà composto anche con Vernizzi, Fasiol e Furlanis: tutti insieme appassionatamente. Lo presiederà Luca Feletti e tra i membri vi sono, oltre ad altri dirigenti regionali, un associato dello Studio Barel e Malvestio e la consulente bocconiana del Direttore Generale della Regione Veneto per le istruttorie valutate dal NUVV.  La dott.essa Vecchi potrebbe aver collaborato al parere del NUVV datato 3/12/13 e alla ristesura del contratto di SPV approvato proprio con la DGRVn. 2260 del 10/12/2013, di cui si interessano Cantone e la Corte dei Conti.

Questo emerge dalla recente Deliberadella Giunta Regionale del Veneto n. 1149 del 1/09/2015 che potrà rivedere anche opere già avviate come la SPV e altre finite al centro delle inchieste.  Tralasciando il MOSE che ha calpestatoe risputato l'ingegner Fasiol , c'è da chiedersi che fine hanno fatto le inchieste? Possibile che nella commissione vi siano anche soggetti interessati da indagini? E che fine hanno fatto i passi condotti dagli inquirenti nei loro confronti? Si perchè almeno una parte dei vertici regionali arroccati nel castello di via Baseggio a Mestre, e che potrebbero essere chiamati nel comitato, sono interessati dagli atti degli inquirenti sull'affidamentodella Treviso-Jesolo.

Vi sono poi le inchieste della procura di Firenze sull'affare Incalza che hanno coinvolto la direzione lavori di Orte-Mestre e Pedemontana Veneta. Ma a noi importa quella dell'autostrada del mare dell'inizio 2015, mentre qualcun'altro ricorda anche gliatti dell'inchiesta del 2014 sulla laguna che hanno riguardato i medesimi dirigenti. Certo non tutti gli incaricati come componenti del ""Comitato scientifico presso la Segreteria generale della Programmazione"" sono coinvolti, in ciò l'elenco è chiaro. 
leggi i dettagli

L'AUTOSTRDA DELLE "JINESTRE"

AL VIA IL COMITATO SCIENTIFICO SUI PROGETTI DI FINANZA. ANALISI SU OPERE VIARIE PER PIU' DI 7 MLD DI €. SARA' FUFFA? L’analisi del Comitato scientifico riguarda pure le opere già avviate come la Pedemontana Veneta SPV.

La DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1149 del 01 settembre 2015, é stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 90 del 22 settembre 2015, ha per oggetto: “Interventi infrastrutturali per la mobilità promossi dalla Regione secondo le previsioni della legge regionale 9 agosto 2002, n.15. Procedura di revisione prevista dall'art. 4 della l.r. n. 15/2015. Attivazione del Comitato scientifico presso la Segreteria generale della Programmazione”. Si attiva il Comitato scientifico presso la Segreteria generale della Programmazione, di cui all'art. 5 della l.r. n. 12/1991, al fine di fornire qualificato supporto alle strutture regionali nel procedimento di revisione, a norma dell'art. 4 della l.r. n. 15/2015, degli interventi infrastrutturali per la mobilità relativi a progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali promossi dalla Regione secondo le previsioni della l.r. 9 agosto 2002, n.15. Si tratta dell’avvio della procedura di esame e valutazione (sostenibilità, utilità, convenienza) sui progetti viari, sottoscritti con le società proponenti negli anni successivi al 2001(legge obiettivo).Il valore dei progetti in esame è superiore a 7 miliardi di euro.
Il comitato scientifico composto da non più di 5 “esperti”, 3 dirigenti regionali e due esterni nominati di provata professionalità ( per il curricula dei suddetti è possibile scaricarlo dal sito del Bollettino Ufficiale della Regione Veneto) è chiamato a redigere una informativa alla Giunta con cadenza bimensile. L’incarico per gli esterni è fissato in otto mesi. L’analisi del Comitato scientifico riguarda pure le opere già avviate come la Pedemontana Veneta SPV.

Brebemi, i conti dell'imbroglio. Stessa sorte della SPV?

IlFattoQuotidiano p.15 23/09/2015
A pagina 15 de Il Fatto Quotidiano di ieri, Giorgio Meletti svela i conti dell'imbroglio di BreBeMi. Avevamo già letto su Altreconomia questi dati, ma ora sono diciamo così certificati. E' lo stesso destino della partita di Pedemontana Veneta. Le due infrastrutture stanno percorrendo la stessa via finanziaria. Con costi del tutto simili: 2,4 mld di €, avranno le stesse coperture finanziarie e investimenti pubblici, che nel caso lombardo ammantano a 1,7 mld di €, mentre in quello veneto sono a 1 mld di €. Questo però è destinato a salire dopo che il MEF ha ottenuto la candidatura della SPV a 1.3 mld di € di finanziamenti europei tramite FEI. Che siano presititi alle banche finanziatrici o coperture dei ProjectBond è da verificare come pure quale influneza avranno sul piano degli interessi.
In BreBeMi le banche azioniste prestano denaro al 7% dopo averlo introitato dalla BEI al 2%. Oltre ai costi dell'opera nudi e crudi per 1,6 mld ci sono altri 800 mln in interessi a favore delle banchei. Ma non è tutto il miracoloso project financing è riuscito a triplicare i costi dell'opera che era partita nel 2003 con un costo previsto poco superiore a 800 mln. Adesso ha compiuto il miracolo di moltiplicare i milioni di € in miliardi. Non è riuscito il miracolo del traffico inesistente  che difficilmente riuscirà a moltiplicare, poichè mancano 20 km per arrivare a Milano e 18 per arrivare a Brescia mai previsti dal progetto e l'A4 sta facendo carte false per impedirle di immettersi nel suo tracciato. Stesse difficoltà di SPV: traffico inesistente, grossi difficoltata di immissione nella BS-PD e casello bloccato sulla A28 per la presenza di una discrica al di sotto dell'area progettata.  Il contributo pubblico per BreBeMi (1,7 mld) dovrà remunerare con 800 mln di € ciascuno le banche e gli azionisti, questi sono i veri e unici miracoli del project financing. Noi stiamo aspettando quelli di Pedemontana Veneta, di Zaia e della nuova commissione sui progetfinansing alla veneziana appena insediata

mercoledì 16 settembre 2015

EPPURE SOFFIA ALL'AUDITORIUM DI ALTIVOLE.Tra gli spifferi, Michele Boato, affronterà anche quello della SPV. Presenta e organizza Elvio Gatto

Spettacolo Musicale e Multimediale di Michele Boato con: Rosa Brunello, David Boato Nicolò Romanin, Luisa Pasinetti, Mauro Stella, Toio de Savorgnani Sonia de Savorgnani, e Dario Busetto.


A 50 anni dalla tragedia del Vajont, va in scena Eppure soffia, spettacolo multimediale che affronta i disastri ambientali in Veneto (le tempeste) e le lotte per limitarne i danni (gli spifferi). Sono tanti episodi, ma sarebbero molti di più: spiace non poterli raccontare tutti.

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro “Eppure soffia”. Nel volumetto (ed. Libri di Gaia, 80 pagine, 5 euro) ci sono anche tutte le canzoni e le immagini dello spettacolo, ed i temi sono approfonditi e documentati. Libro e spettacolo sono strumenti per conservare la memoria, difendere l’ambiente e le nostre radici.
La musica è la principale protagonista dello spettacolo con il quartetto jazz di David Boato (tromba), Rosa Brunello (contrabbasso), Francesco Socal (clarinetto) e Nicolò Romanin (batteria) e con le canzoni cantate da Luisa Pasinetti con Mauro Stella alla chitarra. Due canti di Bepi De Marzi sono eseguiti dal Coro Fanis, diretto da Giorgio Tiozzo. Le voci narranti sono quelle di Enrico Corradini, Chiara e Michele Boato.
Le immagini sono curate da Angelo Favalli e i filmati da Dario Busetto.Testi e poesie di Michele Boato. Ci sono anche tre poesie di Andrea Zanzotto, Trilussa (tradotto in veneto) e Ferruccio Brugnaro.


sabato 12 settembre 2015

BPVI: GLI ZIO TOM CON LA FASCIA TRICOLORE

I toni ultimativi contro i "mori" si sono trasformati nel silenzio sui fatti di BPdiVI dei primi cittadini, ridotti a sindaci da capanna dello zio Tom pronti a dire "zi badrone" a certi poteri sulle infrastrutture, prima la SPV, e che tacciono sulle storie di Popolare di Vicenza e Veneto Banca!

Oggi 12 settembre 2015 il CoVePA con i suoi portavoce vicentini Matilde Cortese e Massimo Follesa ha partecipato alla iniziativa del M5S a Vicenza in piazza Castello per ricordare la vicenda della Banca Popolare di Vicenza. Siamo vicini a chi chiede tutela per i risparmiatori e che cosa si nasconde dietro ai provvedimenti che hanno negato il diritto di recesso e sospeso il diritto civile per gli azionisti di BPdiVI. Ci siamo affiancati all''iniziativa per cittadini più consapevoli che promuove azioni legali contro le evidenti storture e violazioni del codice civile e penale nella nota vicenda che vede al centro il presidente Zonin, insieme ai volti più noti del mondo bancario e imprenditoriale vicentino.
Il Coordinamento oggi in piazza Castello a Vicenza sottolinea l'assenza dei molti rappresentanti delle categorie economiche, delle forze politiche che compongono le compagini di maggioranza in regione e nel parlamento. Soprattutto vanno chiamati a rispondere del loro indecente silenzio tutti quei sindaci che nel vicentino, a partire da quelli della Valle dell'Agno e di tutta la Pedemontana Veneta, si sono scalmanati contro i profughi o che hanno ingoiato la truffa infrastrutturale della SPV. In proporzione alcune decine di stranieri hanno provocato l'ira di sindaci urlanti, cosa dovrebbero provocare allora i raggiri e i ricatti alle decine di migliaia di azionisti della principale banca vicentina? Perchè questi sindaci tacciono i fatti denunciati negli esposti di Elio Lannutti di Adusbef nel 2008 e Giordano Lain del M5S nel 2015? Perché non sono al fianco dei loro cittadini e con tanto di fascia tricolore non salgono gli scalini della procura vicentina a sollecitare le inchieste bloccate da sette anni?. I toni ultimativi contro i "mori" si sono trasformati nel silenzio sui fatti di BPdiVI dei primi cittadini, ridotti a sindaci da capanna dello zio Tom pronti a dire "zi badrone" a certi poteri sulle infrastrutture, prima la SPV, e che tacciono sulle storie di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

venerdì 11 settembre 2015

LO SPREZZO DEL RIDICOLO DI VENDRAMIN

immagini tratte da reteveneta e gazzettino.it

Lui nascosto negli uffici. Lei nei campi a difendere la terra!
Matilde Cortese tiene sul filo del rasoio sindaco e giunta di Pianezze.
Risponde punto su punto alle dichiarazioni risibili di Vendramin. I fatti dell'esproprio del commissario Vernizzi per la SPV si complicano per via di una strada nella sua proprietà a favore degli interessi occulti nella zona industriale in via De Gasperi...
CS  27/08/2015 Pianezze VI
Abbiamo appreso dai media veneti le recenti esternazioni del sindaco di Pianezze Luca Vendramin. Esternazioni proferite con un certo sprezzo del ridicolo in forza delle quali il primo cittadino prova, non senza una certa goffaggine, a replicare ai rilievi della sottoscritta contenuti in una diffida del 10.08.2015 e protocollata in comune di Pianezze, nell'ambito della ben nota vicenda degli espropri in zona di Via Alcide De Gasperi a Pianezze. Anzitutto al sindaco va detto che la sottoscritta non ha intasato alcun ufficio ma si è limitata ad alcuni accessi agli atti che sono garantiti dalla legge e non dal buon cuore di questa o quella amministrazione. Ma il problema è un altro. Al signor Luca Vendramin avevamo chiesto conto di una delibera vergogna cucinata dalla sua giunta che oltre a puzzare di un conflitto di interessi in capo all'assessore Cuman Mariella e oltre a prefigurare possibili fattispecie da codice penale, costituisce il preambolo per la morte della azienda agricola della mia famiglia. Con un imbarazzo che sfiora la vigliaccheria il primo cittadino, muovendo addebiti tanto generici quanto fasulli, ben si è guardato dal rispondere nel merito dei nostri rilievi che ripeto per i duri di comprendonio hanno la veste formale di una diffida. Al sindaco verrebbe da dire «carta canta», ma mi pare che abbiamo a che fare con un soggetto sordo e stonato. Sfidiamo il sindaco pubblicamente e sui singoli punti relativi alla nostra diffida. Vediamo se avrà il coraggio di uscire allo scoperto senza ripararsi nei corridoi del potere dove è solito allignare...
Cordialmente Cortese Matilde
portavoce CoVePA Bassano d.G.

martedì 11 agosto 2015

Spv: diffida al sindaco di Pianezze su bassanonotizie del 11.08.2015 dal min. 3.56

BASSANO TG - 11/08/2015 - ESPROPRI PEDEMONTANA: ANCORA POLEMICHE A PIANEZZE

Follesa e il caso Pianezze

Tratto da TAEPILE
 
La portavoce del Covepa di Bassano del Grappa diffida il sindaco di Pianezze per una querelle urbanistica che riguarda gli espropri della Pedemontana Veneta. Massimo Follesa, portavoce del Covepa, commenta a caldo.

SPV-ESPROPRI DIFFIDA AL SINDACO DI PIANEZZE

www.ilgiornaledivicenza.it
Perchè il sindaco di Pianezze Luca Vendramin nasconde la faccia? Perchè l'ha persa di fronte alle asine di Matilde, che hanno più dignità nel caso dell'esproprio simbolo della SPV
Matilde Cortese portavoce del CoVePA di Bassano del Grappa ieri 11/08/15 ha tenuto una conferenza stampa a Pianezze nei luoghi del cantiere della SPV per spiegare cosa è successo. In relazione alla vicenda dell'esproprio della Pedemontana Veneta nei terreni della azienda agricola della sua famiglia, Matilde Cortese ha presentato i documenti depositati al protocollo del comune di Pianezze. 
Matilde ha dichiarato:"riguardano la diffida ad adempiere nei confronti del sindaco di Pianezze Dott. Luca Vendramin perché ritiri gli atti che compiuto a discapito della azienda di famiglia e della trattativa in corso. Essi sono inseriti nella nota vicenda degli espropri che ogni cittadino può subire, da parte di un ente pubblico rappresentato da un Sindaco che con la recente delibera del 30 luglio del 2015 si è piegato alla speculazione immobiliare. Si è dimostrato così prono da avvallare atti in cui si prevede l'esproprio di un brandello della azienda lontana dalla SPV, al margine dell'area industriale di Pianezze e che nulla ha a che vedere con la viabilità complementare della SPV, ma tesa solo ad avvallare gli interessi di chi vuole continuare a costruire capannoni. Non ha nemmeno avuto il coraggio di rispondere di persona alle proposte e alle richieste che gli avevo inviato e sollecitato."
Luca Vendramin e la sua Giunta hanno rifiutato tutte le proposte di mediazione che in questo momento sono al vaglio del tavolo presso la sede del Commissario Vernizzi.

lunedì 10 agosto 2015

A4-A31 ACCORDO CON ABERTIS

www.corrierecomunicazioni.it
Abertis ha firmato un accordo di esclusiva per l'acquisto del controllo di A4 Holding, a cui fanno capo le autostrade italiane A4 (Brescia-Padova) e A31 (Vicenza-Piovene-Rocchette).

giovedì 6 agosto 2015

Ddl Madia, addio territorio italiano

corrieredelmezzogiorno.corriere.it
TRATTO DA www.altreconomia.it
Da oggi, "Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso", così Tomaso Montanari -storico dell'Arte che insegna all'Università di Napoli- a poche ore dall'approvazione del Senato del provvedimento delega fortemente voluto dal presidente del Consiglio che smantella le Soprintendenze.
Il ddl Madia sulla presunta riforma della pubblica amministrazione è legge. Dopo che il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato la norma di delega (S.1577-B) -il 4 agosto-, il presidente del Consiglio ha inviato un “abbraccio ai gufi” via Twitter. Sarcasmo che stride con l'accorato appello rivolto a fine luglio da un gruppo di intellettuali -tra cui Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Corrado Stajano, Dario Fo- al presidente della Repubblica e al ministro dei Beni culturali per “fermare il ddl Madia”, e sottoscritto da da più di 23mila persone. "Il più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica -recitava il manifesto a proposito del provvedimento-. Anzi, l’attacco finale e definitivo”.
Ad approvazione avvenuta, abbiamo sentito Tomaso Montanari, storico dell’Arte che insegna all’Università di Napoli. Che si dice “molto pessimista”.

Project financing. Zanoni (PD): legge-scaricabarile. persa un'enorme occasione di riforma

gruppodinterventogiuridicoweb.com
Tratto da www.consiglioveneto.it 
(Arv) Venezia 5 ago. 2015 -     “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza – ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale - prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare. “E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
(Arv) Venezia 5 ago. 2015 -     “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza – ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale - prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare. “E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
- See more at: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=1&idNotizia=28632#sthash.iQnzzrzs.dpuf
(Arv) Venezia 5 ago. 2015 -     “C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da chi, a partire da Zaia, governa il Veneto”.
A dirlo in una nota è il consigliere regionale del PD e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni, commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.
“Sui project financing è stata persa un’enorme occasione – scrive l’esponente democratico - Si poteva procedere con una revisione profonda di questo sistema, per limitare tutta una serie di errori che sono stati compiuti dal governo regionale negli ultimi anni. Purtroppo è stata approvata una legge fatta in fretta e furia al solo scopo di scaricare le responsabilità degli errori commessi al Consiglio regionale, senza intervenire alla radice dei problemi. La maggioranza – ricorda poi Zanoni - si è rifiutata di introdurre cambiamenti davvero incisivi. L’esigenza di definire le opere in project financing in maniera più dettagliata, evitando così le richieste del concessionario di introdurre modifiche in corso d’opera che fanno lievitare i costi, è rimasta inascoltata. C’è stato un muro totale - prosegue - anche sul tema della maggiore tutela degli espropriati e sul loro diritto al risarcimento, spesso e volentieri violato. E non hanno neppure voluto ascoltare i pareri e i suggerimenti di soggetti importanti come l’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione di Raffaele Cantone o l’Unità tecnica di finanza di progetto del Cipe”.
Zanoni in conclusione evidenzia come “abbiamo avuto conferme sia dagli uffici interni che dall’avvocatura che di fatto la Giunta poteva già, anche senza questa legge, fare lo screening delle opere in project financing e pure bloccarle, come è accaduto in tempi recenti con la Via del Mare. “E’ evidente che il senso del provvedimento è solo quello di fare lo scaricabarile delle colpe di Zaia e dei suoi”.
- See more at: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=84&c=5&e=88&t=1&idNotizia=28632#sthash.iQnzzrzs.dpuf

SPV: IL COVEPA CHIEDE INCONTRO CON LA DE BERTI

In questa giornata che ricorda il bombardamento atomico sulla città di Hiroshima abbiamo inviato all'assessore regionale Elisa De Berti una richiesta di incontro.
Abbiamo visto che negli ultimi giorni ha preso in mano le questioni di legalità relative alle opere e ai cantieri del veneto con il nuovo protocollo sottoscritto con i prefetti, oltre ad aver aperto un tavolo sugli espropri della Pedemontana Veneta con coloro i quali rappresentano una parte importante degli espropriati ma pur sempre una parte e sicuramente la meno critica.
Siamo consci che l'accusa di essere gli uffici contratti della SPV, rivolta a questi da parte di molti soggetti interessati ai disastri della Pedemontana Veneta, non sia destituita di fondamento, soprattutto dopo aver sottoscritto l'accordo di Renato Chisso e di SilvanoVernizzi sugli espropri.
Per questo e per affrontare un confronto costruttivo sugli aspetti di programmazione e sugli atti di indirizzo regionali, in particolare sul tema della progettazione di finanza e sulle contraddizioni della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta abbiamo avanzato la richiesta di un incontro, in cui confrontarci sui seguenti aspetti di dettaglio:
  1. Nuova legge regionale sui progetti di finanza.
  2. Programma Regionale dei Trasporti, pianificazione delle risorse e regole nella revisione delle proposte di progettazione di finanza.
  3. Soluzioni integrative delle infrastrutture stradali con servizio ferroviario nella Pedemontana Veneta a completamento del SFMR.
  4. Aggiornamento sulla situazione finanziaria e sul Piano economico e finanziario della SPV.
  5. Attuazione dei lavori, violazioni della progettazione, degli accordi e della programmazione economica nella attuazione della SPV.
  6. Situazione degli Espropri, modello degli accordi e dei contatti di SPV.
  7. Viabilità complementare non a pagamento a servizio del territorio nella Pedemontana trevigiana e vicentina.
Elvio Gatto
Matilde Cortese
Massimo Follesa

martedì 4 agosto 2015

LA PISTOLA FUMANTE DI ZAIA

nathancharles.net
Pubblichiamo la nota dell'arch. Carlo Costantini che chiarisce in queste ore di attesa, cosa sta dietro alle proposte di Luca Zaia sui Project Financing. Dirsi stupiti dei progetti di legge di Zaia presentati alla fine di giugno è inutile, in particolare il n. 15 protocollato il 29/06/2015 a firma Luca Zaia lo smaschera. Infatti un presidente della giunta rieletto con oltre il 50% dei votanti la dice lunga sul mandato che potrebbe intraprendere, e invece no: deposita una ridda di proposte tutte a vantaggio di chi finanzia la politica e non certo di quella maggioranza che lo ha votato. La firma di Luca Zaia sulla proposta per la riforma dei “progetfinansing” è la pistola fumante che lo inchioda alle sue responsabilità con cui apre il suo secondo mandato. Se è così sarà tutto volto a parare le chiappe al sistema veneto, una vera e propria “camurria”, un imbroglio, una mafia veneta insomma che secondo il detto “schei e amicisia orba la giustisia”, tende a coprire le perdite adesso che la festa è veramente finita. A chiudere il festino sono le "regole" dell'economia italiana, ancora in piena crisi, che vuole togliersi di dosso il sistema delle tangenti e dei falsi progetti di finanza senza passare dalla galera (NDR).
L'obiettivo del PDL n.15 di Zaia è il Project Financing, vale a dire che è cercare di mettere la classica pietra sopra ad "errori" di valutazione ed atti che spesso sono andati oltre la linea d'ombra del lecito-illecito. Questi atti sono stati compiuti dalle giunte Galan-Chisso e dalla stessa Giunta Zaia-Chisso. A questi atti non sono mancate i si ossequiosi dei colonnelli, dei soldati semplici e dei dirigenti regionali del Nucleo di Valutazione e Verifica, con la regia del super-dirigente Vernizzi, che avevano recepito tutti i progetti presentati nella programmazione regionale, contribuendo a dichiararli di pubblico interesse. Sono tutti stati preceduti dagli accordi tra Galan e Baita con dietro tutto il gruppo facente capo alle imprese della CVN ( si veda "Veneto anno zero" di R. Mazzaro e ciò che lo stesso Baita dichiara negli interrogatori dell'inchiesta che lo ha coinvolto e perfino Galan lo dice nel libro-intervista "Il Nordest sono io"). In altre parole, Zaia ha capito che - con il cambio della guardia tra Lupi e Del Rio (e Padoan che tiene i conti) - i finanziamenti pubblici non potranno più lievitare, come nel caso del Mose e della Pedemontana Veneta. Oramai gli è chiaro che alcuni dei PF presentati e/o accolti sono finanziariamente insostenibili, con il PDL n.15 Zaia vuole avere un mandato in bianco dal Consiglio, ovvero una copertura politica e giuridica per ritrattarli. E' significativo che questo atto al limite, non venga preceduto da un passaggio in giunta, anzi che la neo assessore De Berti, da avvocato si guardi bene dal metterci le mani e il nome come pure il presidente.
Più che una ritrattazione sembra che si prepari una nuova negoziazione con buone uscite per tutti, che non avendo alcun riscontro in sede pubblica e con il vaglio del Consiglio regionale e il controllo delle opposizioni, potrà avvenire con la più ampia discrezionalità nel decidere quali confermare e quali revocare, e a quale prezzo per le casse regionali. Ricordiamo ancora che non a caso i 150 milioni previsti quali risarcimenti corrispondono all'1% dei 15 miliardi dell'importo delle opere in PF: una buona uscita per i progetti preliminari.

E' da rilevare che praticamente tutti i PF dell'elenco fornito al consiglio regionale, probabilmente incompleto, sono riconducibili alle stesse persone e alle stesse ditte. In primo luogo si tratta della Mantovani SpA e della Adria Infrastrutture SpA, società controllata dalla stessa Mantovani, ma di cui, secondo ciò che emerge dalle pubblicazioni degli atti dell'inchiesta MOSE disponibili, Galan e Chisso avrebbero detenuto quote azionarie attraverso l'ex segretaria di Galan, la Claudia Minutillo.

lunedì 3 agosto 2015

IL COVEPA DIFFIDA IL PROGETFINANSING ALLA VENEZIANA: le cipolle di Galan adesso le taglia Zaia!

risottoallozafferano.wordpress.com
Stamane il CoVePA nella persona del portavoce dell'ovest vicentino, ha inviato una formale diffida alla Regione Veneto (allegato 1), perché chi di dovere si impegni affinché il progetto di legge n. 15 del 26.06.2015 sulla revisione dei project financing (allegato 2) non passi. Si tratta di una norma che se approvata espone la Regione Veneto a possibili azioni risarcitorie proprio da parte di quei soggetti che oltre a scassare i territorio si apprestano a scassare ancor più le finanze regionali. Siamo ben certi che la maggioranza tirerà diritta e userà i suoi numeri per votare senza se e senza ma, e a passo di carica, un provvedimento che già si annuncia gravido di conseguenze negative, che qualcuno ha già cominciato ad evidenziare sia sui media che nell'agone politico veneto.
I consiglieri di maggioranza, probabilmente senza leggerlo fino in fondo, hanno votato in commissione un provvedimento “perché lo vuole Zaia”. Hanno dimostrato così poco senso delle istituzioni e ancora meno del bene pubblico e soprattutto di quello comune. Possibile che non si siano resi conto di essere i soldatini ossequiosi di un Presidente che vuole salvare ciò che non è salvabile e per giunta con i soldi dei veneti: le proposte di autostrade degli amici di Galan, Baita e Mazzacurati, tutti in legge obiettivo e in finanza di progetto ormai fallita!
Il progetto di legge di Zaia contiene norme pericolose e ambigue. La nuova norma di modifica della legge regionale sui “progefinasing alla veneziana”, continua con le cipolle di Galan, ma questa volta le taglia Luca Zaia e l'alloro ce lo mettono gli amichetti degli uffici legali delle decine di società coinvolte nei 15 mld di € di infrastrutture autostradali del Veneto. Guarda caso proprio con 150mln di €, l'1% di quella torta, Zaia costituisce il finanziamento per pagare le progettazioni di finanza coi buchi.
Chi vota quella legge sappia però che si espone di persona. Sarà nostra cura muoverci nelle sedi opportune a partire dall'ambito penale e da quello erariale perché nel caso in cui in futuro si avverassero le nostre previsioni chi deve pagare paghi. E di tasca propria e, se del caso, con la galera. A certi signori, a partire dal primo firmatario del progetto di legge, tale Luca Zaia, sembra che il caso Mose, poco o nulla abbia insegnato. Arrivederci nei campi, nelle piazze e nei tribunali.

Massimo Follesa - portavoce CoVePA OvestVI

Il Galan che è in Zaia di M.M.

corrieredelveneto.corriere.it
Presentiamo l'articolo tratto da TAEPILE di M. Milioni con la pericolosa e ambigua nuova norma di modifica della legge regionale sui progefinasinga alla veneziana. Le cipolle questa volta le taglia Luca Zaia e l'alloro ce lo mettono gli amichetti degli uffici legali delle decine di società coinvolte nei 15 mld di € di infrastrutture autostradali del Veneto. Guarda caso proprio l'1% di quella somma costituisce il finaziamento per pagare le progettazioni di finanza coi buchi (NDR).
 
Non che la cosa fosse ignota. Ma alla fine Luca Zaia ha dovuto mostrare la sua vera natura. Quella di erede del sistema di potere messo in piedi da Galan e soci. Basta una scorsa veloce al progetto di legge regionale sulla revisione dei project financing per capire quale sia l'intenzione reale del governatore veneto. «Per la copertura di oneri che sono previsti a carico della Regione - si legge all'articolo 4 comma 5 del disegno di legge 15 del 29 giugno 2015, primo firmatario Zaia - per la realizzazione di singole opere non oggetto di provvedimenti di revoca e che non sono ancora finanziati, la giunta regionale è autorizzata a ricorrere alla concessione di mutui da parte della Cassa Depositi e Prestiti o da parte di altri Istituti di credito e comunque a contrarre ad altre forme di indebitamento consentite dalla legislazione vigente per un importo complessivo non superiore a Euro centocinquanta milioni di euro».
Questo potrebbe essere il costo per l'uscita in bonis dalla partita dei project financing. La cosa grave è che Zaia non spiega esattamente quali siano gli oneri per la regione. Segno evidente che non ci sono. O, a meno che non siano stati occultati in qualche incoffessabile accordo mai venuto alla luce, se ci sono, sono più che altro immaginari, perché il richiamo all'articolo «21 quinquies della legge 7 agosto 1990 numero 241» in ragione del quale lo Stato prevede un ristoro a favore del privato è campato per aria. Il ristoro infatti è previsto dalla norma solo a fronte di circostanze specifiche, per esempio un contratto valido, magari di convenzione, già stipulato tra le parti. L'avvio di un semplice iter non costituisce alcun titolo di pretesa da parte dei privati. Zaia, o meglio i legulei che gli hanno scritto il disegno di legge, lo sanno; tanto che per impiccare la regione all'albero di futuri pagamenti verso terzi, all'oggi non si capisce perché dovuti, è necessario che sia proprio la deibera allo studio del consiglio a disegnare il diritto acquisito per il privato.

lunedì 20 luglio 2015

LA PEDEMONTANA VENETA A La7 nel L'aria d'estate.

RICEVIAMO DAGLI AMICI DI BREGANZE E INOLTRIAMO LA TRASMISSIONE DI LA7 CHE HA PARLATO DI SPV CON INTERVENTI DI CIOFFI, MATTEOLI E PONTI. VALE LA PENA DI ASCOLTARE IL PROF. MARCO PONTI SUL SENSO CHE HANNO OPERE COME LA SPV RISPETTO ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI DI MOBILITA' E DI RILANCIO ECONOMICO CON EFFETTI ANTICICLICI: DI FATTO SPROPORZIONATE E INEFFICACI. 
La Pedemontana veneta scatena proteste e disagi. Il servizio di Carlo Inghilleri che trovate in integrale dal minuto 65 a questo link http://www.la7.it/lariadestate/rivedila7/laria-destate-puntata-17072015-17-07-2015-159302

mercoledì 15 luglio 2015

Rete Veneta TG Bassano14/07/15: Bond per Pedemontana Veneta Verinzzi costretto ad ammettere

Rete Veneta TG Bassano servizio di apertura del tg del 14/07/15 sui bond per Pedemontana Veneta Vernzzi costretto ad ammettere: ottimismo da stracciaculi.

PEDEMONTANA VENETA. ZANONI (PD): “GIUNTA INTERVENGA SU MANCATI INDENNIZZI PER ESPROPRIO. SITUAZIONE GRAVE, ATTIVITA’ AGRICOLE A RISCHIO CHIUSURA”. INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA

Andrea Zanoni ha aperto, nel Consiglio regionale del Veneto appena insediato nel Gruppo del Partito Democratico, un primo fronte di lavoro concreto dando voce agli espropriati non pagati della SPV e mantenedo fede all'impegno che si era preso con noi il 4 luglio scorso. Ha presentato una serie di punti tramite una dettagliata interrogazione che riportiamo di seguito. 
Il COMUNICATO STAMPA riprende le ragioni di chi si lamenta della scarsità delle capacità economiche e della solvibilità bancaria del contraente generale e della società di progetto per la costruzione della Pedemontana Veneta.
Richiama alle sue responsabilità la nuova giunta e il presidente Zaia. Infatti non sono semplici i nodi che pone Andrea Zanoni, a cui si sono affiancati Stefano Fracasso e Cristina Guarda (ndr).

“La situazione è allarmante ed è necessario trovare un’immediata soluzione: sono infatti centinaia, tra cittadini e titolari di azienda, le persone espropriate dai terreni sui quali verrà realizzata la Pedemontana Veneta e che reclamano ancora gli indennizzi. Su questi mancati risarcimenti è necessario fare chiarezza, perché l’impasse rischia di mettere economicamente in ginocchio tante famiglie ed imprese”.

Il duro richiamo viene dal consigliere regionale del PD, Andrea Zanoni, che ha presentato oggi un’interrogazione a risposta scritta sulla vicenda, sottoscritta da Stefano Fracasso (PD) e Cristina Guarda (Gruppo Alessandra Moretti Presidente).
di seguito trovi il comunicato e il testo della interrogazione

martedì 14 luglio 2015

OTTIMISMO DA STRACCIACULI - Cerantola presidente Coldiretti Vicenza, con le dichiarazioni del 2014, smentisce l'ottimismo dei dati di Vernizzi.

In questo intervento recuperiamo un dato della Coldiretti Vicenza risalente al 28 luglio del 2014 tratto da veneto.coldiretti.it. In quell'articolo ripreso dalla stampa regionale e che fece molto scalpore soprattutto a Venezia, si sottolinea che i pagamenti degli espropri del solo lotto 2a tra Montecchio Precalcino e Sarcedo (VI) ammontavano a circa 13.500.000€.
Facendo i conti complessivi dei dati che citava allora il presidente Martino Cerantola della Coldiretti Vicenza,  sosteniamo che gli espropi saldati ad autunno 2014, principalmente a favore di iscritti rappresentati da Coldiretti ammontavano a circa 17.500.000. Se oggi li  paragoniamo  ai 25mln di € saldati agli espropriati, secondo i dati del commissario Vernizzi contenuti nelle dichiarazioni rese a Renzo mazzaro nel Mattino di Padova del luglio 2015, capiano che in un anno hanno pagato solo 7.5 milioni di €.
Ci sembra un buco finanziario bello e servito. La sproporzione è ancora maggiore tenendo conto che nel quadro economico del progetto esecutivo della SPV si parla di 334 mln di € per gli espropri. Siamo di fronte all'ennesima bufala o pacco della SPV coperta dal commissario Vernizzi che vanta ottimismo da stracciaculi. C'è proprio da piangere e prepararsi al peggio anche per i sottoscrittori dei project bond.

IL MIO NOME è BOND MA ANCHE ZIU TANO - Comunicato Stampa 12/07/2015

bari.ilquotidianoitaliano.it
Massimo Follesa portavoce del CoVePA per l'ovest vicentino durante una intervista a Marco Milioni parla della vicenda espropri relativi alla Pedemontana Veneta. Ma soprattutto commenta le indiscrezioni giornalistiche che parlano di obbligazioni che starebbero per essere emesse con la consulenza di Jp Morgan per supportare finanziariamente un progetto che sembra avere poco brio in corpo. Mette in luce che con i bond per SPV si apre la porta ai finanziamenti della malavia organizzata nascosti nelle finanziarie anonime straniere e italiane, in accordo che le tesi più avanzate della direzione investigativa antimafia.
Abbiamo trovato conferma alle illazioni delle ultime ore nella dichiarazione sintetica della agenzia americana Project Finance International - Thomson Reuters - EMEA News. Secondo quanto abbiamo tradotto questo è quanto sostengono nel lancio di agenzia del 17 giugno 2015: JP Morgan sta  lanciando un finanziamento in project bond da 1.5 mld di € con la Sacyr - sponsor capo della strada a pedaggio in PPP (PartnernariatoPubblicoPrivato) Pedemontana Veneta nell'Italia settentrionale, che secondo nomerose fonti sta per raggiungere l'obiettivo. Si è inteso che la banca stia cercando di offrire una struttura di garanzia (bond) scoperta e impegnativa, la quale porta con se il rischio traffico benchè sia mitigato comparato con le altre strade a pedaggio italiane.
Risulta evidente che si sta considerando il rischio traffico come un fattore penalizzante rispetto alla operazione anche se se ne ridimensiona la portata, che secondo noi è premessa per annullare nei fatti tuute le richieste iniziali della viabilità non a pagamento. Questo rischio grave dato dai mancati pedaggi intacca la viabilità libera, e soprattutto ricade sul finasnziamento pubblico unica garanzia residuaper chi investe nei bond. Questa è una responsabilità politica della Giunta del Veneto, del suo assessore De Berti e di Luca Zaia a cui chiediamo un incontro e uno stop per verificare la effettiva finanziabilità dell'opera, è una questione di ragionevolezza, buon senso e buona amministrazione