martedì 27 novembre 2012

lunedì 12 novembre 2012

L'ARMATA BRANCALEONE ALLA GUERRA DELL'ALLUVIONE

http-//www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/blindati-gaza

L'alluvione di due anni fa non si è ripetuta per un soffio e solo il miglioramento delle precipitazioni ha impedito lo stesso disastro a distanza di due anni, e non è ancora finita, purtroppo. Qualcuno ha comunque subito i medesimi danni poiché l'alluvione rispetto al 2010 ha salvato Vicenza per pochi centimetri, ma non ha salvato i molti cittadini che abitano a ridosso del Bacchiglione, dei numerosi torrenti che lo alimentano o nei pressi dei fossi che scendono dalla pedemontana vicentina.

Quello che ci interessa sottolineare sono le assurde dichiarazioni e i piagnistei di chi chiede conto dei lavori mancati per la messa insicurezza di un territorio, che per sua natura non può che convivere con l'acqua sopra, e sotto il terreno. Si arriva alle sparate sull'applicazione di poteri militari, straordinari o speciali fuori dalla grazia di Dio, per attuare quei lavori e quelle politiche ordinarie per la salvaguardia, delle persone e dei territori. 
Vogliono in campo le forze armate? Mandiamo i guastatori o i demolitori, meglio quelli israeliani sono più specializzati con i loro caterpillar blindati, ma non nelle costruzioni nelle demolizioni oppure usiamo i droni, meglio ancora se very smart and clever.
Battute a parte, ma dove vivevano tutti questi parolai da alluvione quando sul territorio si sprecavano milioni di euro in opere troppo costose e superflue? I più tra questi, dai democratici ai leghisti, passando per le varie bande del pdl e degli ex, se la prendono con la necessità di maggiori fondi per le opere idrauliche. Addirittura chi governa la regione Zaia-Chisso attacca senza mezzi termini i nuovi professori ”romani” e lamentano anch'essi i pochi fondi.

RIFIUTI TOSSICI SOTTO LE AUTOSTRADE. ECCO IL NUOVO BUSINESS DELLA ‘NDRANGHETA

http://www.omicronweb.it/2012/11/06/rifiuti-tossici-sotto-le-autostrade-ecco-il-nuovo-business-della-ndrangheta/
http://www.lasberla.net
La diffusione al Nord della ‘ndrangheta è ormai un dato di fatto. Emergono particolari su un nuovo business delle cosche che si arricchiscono nelle regioni settentrionali. Questa volta si parla di rifiuti tossici. Rifiuti che sarebbero stati posti sotto l’asfalto delle autostrade del Nord. Almeno due procure, riporta Il Quotidiano della Calabria, hanno aperto delle inchieste sull’argomento.
In particolare, l’inchiesta della procura di Venezia sarebbe in dirittura di arrivo. I magistrati ipotizzano che la criminalità organizzata si sia infiltrata nella gestione di appalti, concessioni e soprattutto per lo smaltimento dei rifiuti. Il tutto collegato alle realizzazione di grandi opere in Veneto e Lombardia.
Sotto il manto stradale dell’autostrada Brescia-Padova sarebbero finiti scarti di fonderie e acciaierie, materiali altamente tossici. Gli approfondimenti della magistratura toccano anche i cantieri della Bre.Be.Mi, la nuova arteria autostradale che collegherà Brescia e Milano senza passare per Bergamo. Dossier presentati in procura qualche mese fa dimostrerebbero che sotto la superficie autostradale si trovano centinaia di tonnellate di scorie. Tutte sepolte un metro sotto la superficie autostradale. Ci sarebbero anche video e foto notturni a mostrare automezzi intenti a riversare materiale tossico alla base del fondo stradale. A essere finite nel mirino dell’antimafia veneta ci sarebbero anche due grandi aziende, una vicina alla Lega Nord. Libero

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Mobilitazione rossanese

Mobilitazione rossanese: Oltre 300 persone sono accorse nella serata di venerdì al PalaBrunello di Rossano Veneto in occasione dell’incontro promosso dal «Comitato No gassificatore di Rossano, Cassola e comuni limitrofi» per parlare del tema che sta infiammando la cittadina veneta: la tutela del pozzo idropotabile di via San Paolo. Hanno partecipato alla manifestazione anche alcuni rappresentanti politici tanto di maggioranza quanto di opposizione. Assente il sindaco Gilberto Trevisan

DA NUOVAVICENZA.IT - Cave, l’ultimo business del buco è la Pedemontana


Cave, l’ultimo business del buco è la Pedemontana http://www.nuovavicenza.it/2012/11/cave-lultimo-business-del-buco-e-la-pedemontana/

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Gli scavi per la Pedemontana (dal sito http://difesasaluteterritorio.blogspot.it/)
In un Veneto già crivellato da oltre 570 cave sta prendendo vita una nuova grande area di scavo. È il cantiere delle Pedemontana, che di fatto diventerà un enorme bacino da cui sarà possibile asportare, riutilizzare, trasformare e mettere in commercio qualcosa come 9 milioni di metri cubi di materiali, soprattutto sabbie e ghiaie.
L’allarme è stato lanciato in questi giorni dai comitati del gruppo Difesa Salute Territorio che seguono da vicino il cantiere della nuova super strada nei comuni dell’alto vicentino dove sono partiti i lavori. Foto alla mano, dove si notano montagne di ghiaia e scavi profondi svariati metri (sono i tratti in cui la strada passerà in trincea), i comitati osservano come lo scavo in profondità permetta un maggior accumulo di ghiaia ed  interrompa “lo strato di argilla che è il filtro per le sostanze inquinanti”. E si chiedono:  “Come mai si scava tanto in profondità proprio nei punti dove la falda è più a rischio? Forse perché sono i punti in cui la ghiaia è presente in grande quantità ed è di ottima qualità? Nel progetto definitivo del tratto Breganze – Marostica viene evidenziato che su 60 km di autostrada in trincea ben 35 sono a rischio idraulico e per circa 3,5 km si andrà ad interferire con la falda freatica, con il manto stradale che di fatto si troverà al di sotto del livello dell’acqua”.
La risposta ai quesiti si trova in una deliberazione della giunta regionale, la n. 1886 dello scorso 18 settembre intitolata “Superstrada Pedemontana Veneta: gestione e utilizzo dei materiali di scavo”. Lì si legge che “secondo i dati contenuti nel Progetto Definitivo, la realizzazione dell’infrastruttura in argomento prevede un esubero complessivo di materiale di circa 13 milioni di metri cubi nell’arco di 5 anni, derivante dalle opere di scavo sia in galleria che in trincea, dei quali circa 9 milioni di m.c. di materiale inerte utilizzabile industrialmente e costituito in prevalenza da sabbie e ghiaie”.


Il Veneto tra grandi opere e pericoli occulti

Il Veneto tra grandi opere e pericoli occulti: Il pacchetto di infrastrutture che interessa il Nordest da anni è veramente la risposta ad esigenze sentite oppure non è altro che un sistema d'affari collaudato che va a beneficio di pochi? È tra questi due poli opposti che si è dipanato ieri il dibattito organizzato da Vicenza Più all'hotel Glamour di Cassola, animato da un vivace botta e risposta col pubblico.

martedì 6 novembre 2012

Pedemontana.Toniolo:'Ma che difformità...il tracciato è stato concordato con tutti i Comuni!'

Tratto da THIENEonLINE.it l'articolo della Redazione Non ci sta il consigliere regionale Costantino Toniolo con le accuse lanciate attraverso i media su presunte difformità al tracciato della Pedemontana Veneta e sostiene che si tratta di strumentalizzazioni ' da primarie' da parte del centro sinistra, che nulla hanno a che fare con il percorso storico. In un lungo comunicato stampa, che riportiamo fedelmente, Toniolo fa il punto della situazione, spiegando le sue ragioni.

 "Per la Superstrada Pedemontana Veneta è stato fatto a suo tempo un gran lavoro di concertazione e mediazione con le esigenze dei territori vicentini e trevigiani attraversati per individuare il miglior percorso e per ridurre al minimo gli espropri".

Territorio e infrastrutture: Spv, tra modello viario e modello di business. A Cassola il convegno di VicenzaPiù

Infrastrutture, a Cassola il convegno di VicenzaPiù: «Territorio e infrastrutture: Spv, tra modello viario e modello di business». È questo il tema dell'incontro pubblico con ingresso libero e dibattito aperto al pubblico  organizzato venerdì 9 novembre 2012 Ore 20,20 presso l'Hotel Glamour via Valsugana 90 a Cassola dal Periodico VicenzaPiù. La tavola rotonda è pensata per approfondire la cornice politica ed economica nella quale si sta dipanando il tema delle grandi opere nel Veneto. Un ambito in cui Pedemontana, ma anche Valdastico Nord e Valsugana bis costituiscono alcune tra le voci più significative.

Finalmente anche l'opposizione si oppone

Apprezziamo le dichiarazioni dei consiglieri Puppato e Fracasso sull'esplosione del debito e del rischio per le casse pubbliche della Regione Veneto con il cattivo progetto della SuperAutostrada Pedemontana Veneta. E' giusto unire a quest'opera quello che è il suo quarto lotto: la Valsugana, anche questa con un financing project che costruisce debito pubblico. Finalmente anche l'opposizione in regione si oppone, e annuncia atti conseguenti alle informazioni che da mesi sono disponibili ai cittadini nei comitati. Anche Puppato e Fracasso hanno annunciato formali azioni presso la giustizia amministrativa e non. Sono azioni che il CoVePA ha già intrapreso coordinando tre ricorsi al TAR Lazio, e tre denunce alla Procure della repubblica di Bassano e Venezia. Non sono mancate anche quelle alla Procura della Corte dei Conti. L'ultimo esposto lo abbiamo depositato venerdì 2 novembre u.s. alla Procura della Repubblica in Laguna. Invitiamo Puppato e Fracasso a comprendere che ogni atto conseguente alla loro dichiarazione non puo' limitarsi solo alle contraddizioni e alle violazioni del progetto della SPV.

lunedì 5 novembre 2012

Scontro sulla Pedemontana veneta Pd a Chisso: «Progetto da rivedere» - Corriere del Veneto

Corriere Del Veneto 
Scontro sulla Pedemontana veneta Pd a Chisso: «Progetto da rivedere»
Puppato e Fracasso: «Costi aumentati e abnorme spreco del territorio»
VENEZIA - «La Pedemontana veneta sta diventando tutt'altra cosa rispetto al progetto originario con lievitazione di costi, pedaggi non previsti e, soprattutto, abnorme spreco di territorio con evidenti conseguenze per l'ambiente». Lo hanno affermato, incontrando i giornalisti a palazzo Ferro-Fini, Laura Puppato capogruppo del Pd e Stefano Fracasso, annunciando che chiederanno all'assessore Renato Chisso di far luce in aula sulla in occasione di una seduta straordinaria del Consiglio.  Gli esponenti del Pd si riservano inoltre «di ricorrere alla magistratura amministrativa e non». All'incontro hanno partecipato anche un gruppo di amministratori locali ed esperti tra cui l'ex senatore «verde» Giorgio Sarto il quale ha ricordato come la Finanziaria del 1999 (legge 448 articolo 50) avesse stabilito uno stanziamento per quest'opera con un precisa condizione, ovvero l'obbligo «di assicurare il massimo riuso dei sedimi stradali esistenti e dei corridoi già previsti dagli strumenti urbanistici locali» lasciando «libera percorrenza al traffico locale». «La realtà - hanno affermato Puppato e Fracasso - si sta rivelando decisamente diversa». (Ansa)