mercoledì 19 dicembre 2012

NATALE PER NOSTRA MADRE TERRA

Foto dei CDST Valle Agno Malo AV
Invito a tutte le persone e  alle reti dei Comitati interessati alla complessa realtà del territorio.
Domenica 23 dicembre alle 10 del mattino 
ci troveremo presso la Torre S. Barbara (link per raggiungerla http://goo.gl/maps/kHwDz), sede di un cantiere della Pedemontana Veneta (tra Thiene e Sarcedo, in via Ca’ Orecchiona da Bassano o Thiene si percorre la Nuova Gasparona fino a Sarcedo e si svolta per Montecchio Precalcino) per celebrare con una messa la buona notizia del Natale alla nostra Madre Terra in grave sofferenza a causa delle cattive scelte che sono state fatte e che ancora si continuano a fare. 
Porteremo i nostri auguri di denuncia, di impegno e di responsabilità con un appello a tutte le comunità e alle istituzioni perché la Terra sia riconsiderata come organismo vivo che permette la vita nostra e dei figli che nasceranno e non venga trattata come semplice cantiere, cava e discarica per gli appetiti e interessi di chi continua a speculare, anche a nome nostro. 
Siamo invitati tutti, perché tutti abbiamo bisogno di cambiare rotta, perché il Pianeta non ce la fa più.
Impoverire la terra vuol dire impoverire gli uomini. I Progetti di Finanza in Veneto sono decine, in questo momento vi sono almeno sei PF nella sanità veneta e quattro infrastrutture autostradali in partenza : SPV, Valsugana, Nogara-Mare e Camionabile del Brenta, oltre ad altre pianificate come Treviso-Mare, Complanari A4, Orte-Mestre ecc. In Italia si stanno progettando 2.100 km di nuove autostrade per 45 mld di € tutte in finanza di progetto, mentre abbiamo 2.2 km di autostrade per 100kmq di territorio quando in Europa ve ne sono 1,5 km/100kmq (Altreconomia n.136 marzo 2012).  Riteniamo che vadano costruite le strade che servono, che non impoveriscono e non le autostrade o gli ospedali che concentrano la ricchezza nelle mani di pochi.

info CoVePA Massimo Follesa 3478722240 info http://www.beati.eu 3482641230 

L’iniziativa del 23 dicembre si svolgerà con ogni tempo

venerdì 14 dicembre 2012

L'Espresso: per la Spv finanziamenti chiusi

Diciamo che il fuoco amico dell'espresso  ha impallinato quelli, che con toni rassicuranti, credono alla finanziabilità di un'opera che da 1.800 mln di € è salita a 2.500. E forse veleggerà oltre.  Aspettiamo solo le cifre. Quell'articolo voleva essere un "solettone" per i veri padroni del Veneto. Chi lo ha scritto voleva screditare  con un siluro i litiganti, gli alternativi  e le opzioni manganelabili contro sullo sviluppo da anni 50.  Invece come con una vera e propria raffica da fuoco amico ci ha detto nero su bianco che SPV e Valsugana non sono finanziabili. E' quello che sosteniamo dati alla mano da giugno di quest'anno, sosteniamo anche che il contratto è nullo e fuori dalle regole comunitarie e italiane perché copre il rischio di mercato e lo trasferisce tutto all'ente pubblico. Una domanda sorge spontanea come si suol dire, ma se in caso di traffico insufficiente la Regione Veneto avrebbe coperto gli equilibri del Progetto di Finanza con più di 20,4 mln di € all'anno, come mai le banche non vogliono finanziare la SPV? Forse il bilancio della Regione non è in grado di sostenere lepartite a cui si è costretto accettando qualche decina di Project Financing tra autostrade e ospedali? Cosa si nasconde nelle farciture galaniane del nostro bilancio tra swop e derivati?

Leggi l'articolo tratto da VicenzaPiù on line di M. Milioni: La Pedemontana Veneta procede a rilento a causa della «chiusura dei finanziamenti». La notizia, per certi versi clamorosa, la rivela l'Espresso in edicola ieri che a pagina 137 dedica un lungo speciale al Nordest. Il servizio che approfondisce l'argomento Spv è invece pubblicato a pagina 143 ed è firmato da Alessandra Carini.

Il contratto del Project Financing della SPV illecito e in frode alla legge?

I Progetti di Finanza in Veneto sono decine, in questo momento vi sono almeno sei PF nella sanità veneta e quattro infrastrutture autostradali in partenza : SPV, Valsugana, Nogara-Mare e Camionabile del Brenta, oltre ad altre pianificate come Treviso-Mare, Complanari A4, Orte-Mestre ecc. In Italia si stanno progettando 2.100 km di nuove autostrade per 45 mld di € tutte in finanza di progetto, mentre abbiamo 2.2 km di autostrade per 100kmq di territorio quando in Europa ve ne sono 1,5 km/100kmq (Altreconomia n.136 marzo 2012).  Riteniamo che vadano costruite le strade che servono, che non impoveriscono e non le autostrade o gli ospedali che concentrano la ricchezza nelle mani di pochi.
Il CoVePA presenterà istanza integrativa alle Procure della Repubblica di Bassano e Venezia per chiedere e ottenere l'intero corpo della convenzione per la SPV compresi il PEF, i piani di ammortamento e la somma complessiva a carico del finanziamento bancario e a carico della Regione Veneto. Siamo convinti che Commissario e Funzionari Regionali stiano commettendo un preciso atto di omissione di atti a cui sono obbligati per tutelare il nostro diritto di accesso per ragioni di giustizia. Rappresentiamo espropriati di terreni e case il cui interesse è dimostrare che SPV espropria proprietà basandosi su un contratto di Project Financing in cui il pubblico interesse non esiste e che il contratto si basa su presupposti di nullità.
Sosteniamo la nullità del contratto di PF della SPV in base alla direttiva 31.03.04 2004/18/CE art. 1 n. 3 e alle sentenze della corte di giustizia UE C-382/05 e C-437/07. Il contratto di concessione e costruzione della SPV è nullo anche perché viola gli art. 153 c. 1 e 143 c. 1-3 del codice degli appalti e dei contratti dlgs 12.04.06 n. 163. In base alla sentenza TAR Sardegna del 00213/2011 del 10/03/2011 (vedi allegato pp 22 – 23)

martedì 11 dicembre 2012

E' «guerra» sulla Nuova Valsugana. Attacco all'amministrazione Olivo

Resoconto della serata a Fellette da BASSANOPIU' ON LINE Oltre un centinaio di cittadini è accorso alla serata organizzata dal «Comitato No Valsugana» a Fellette di Romano d’Ezzelino per ascoltare i consiglieri comunali Luciano Dissegna e Gianpaolo Lorenzato sullo scottante tema dell’infrastruttura che avrebbe l’ambizione di collegare il veneto centrale con il Trentino. Ma anche un effetto dirompente nel cuore del comune ezzelino. Ospite della serata, intitolata «E’ guerra» anche il sindaco del comune di Borgo Valsugana, rappresentante del paese più popoloso della vallata.
Tra i relatori anche il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne: "In Trentino la situazione è ben delineata – spiega il primo cittadino – con la provincia autonoma del presidente Dellai assolutamente contrario alla prosecuzione verso nord della Valdastico (il parere favorevole del CIPE è appunto condizionato dal si della provincia autonoma ndr) e al contrario il progetto della Valsugana sta assolutamente passando sotto un silenzio che spiega più di mille parole..."

giovedì 6 dicembre 2012

QUANDO LE STRADE INCONTRANO LE BANCHE - PARTE 2)

Il filo che lega strade, banche e imprese, è quello degli appalti-concessioni, della disponibilità ampia del finanziamento bancario e quello del metodo del Project Financing. In essi vi sono soggetti la cui natura è la più varia come Atlantia o Toto, oppure come Gavio, e altri attivi sul fronte delle nuove infrastrutture come Impregilo e Dogliani, che vivono dell'assenza di una reale concorrenza e degli scarsi controlli basato sul metodo degli appalti e dei progetti fatti in casa.

E' un sistema che desertifica il sistema degli appalti pubblici il cui calo ammonta a oltre il 40% nel 2012, mentre aumentano quelli affidati senza gara a società legate ai concessionari. Oltre alla liquidità dei pedaggi godono degli incassi degli appalti auto affidati, riescono a incassare una terza volta, per così dire, visto che i loro Piani Economici Finanaziari sono garantiti da convenzioni, per lo più segrete, che spesso impegnano gli enti pubblici concedenti, a ridurne il rischio di mercato dovuto ad eventuali riduzioni di traffico e pedaggi.
Questo sistema, vede spesso disponibile l'ente pubblico pronto ad accogliere le proposte di quel tipo di imprese. Non vi è un attento controllo sui PEF, che trovano attuazione solo fino all'85% delle risorse che avevano previsto di investire. L'ente preposto al controllo è Anas. I suoi controlli si sono dimostrati inadeguati tanto che a fronte di un panorama traballante dal punto di vista delle promesse non mantenute, degli investimenti incompleti e delle carenze dei piani finanziari, hanno comunque consentito il rinnovo delle concessioni e l'adeguamento in aumento dei canoni e dei pedaggi.

mercoledì 5 dicembre 2012

QUANDO LE STRADE INCROCIANO LE BANCHE - PARTE 1)


Venerdì 30 novembre a Venezia nella sala Legni di Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto, si è svolto un interessante seminario aperto a tutti. “Quando le strade incrociano le banche” era il titolo voluto dal relatore Luca Martinelli di Altreconomia e dal consigliere Pietrangelo Pettenò di RC-FS in collaborazione con il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa. Erano presenti alcuni rappresentati dei comitati veneti attivi sul tema del territorio e delle infrastrutture.
Luca Martinelli ha aperto il suo intervento proiettando il suo video per Altreconomia. “Il Casello Incantato” è un reportage sull'autostrada Orte Mestre. In 15 minuti si narra la mobilitazione dei comitati di cittadini, che sono nati lungo quel tracciato, dal Veneto meridionale agli Appennini umbri, riuniti nello slogan NO OR-ME. La sua relazione ha preso in esame quanto dichiarato con l'avvio dei cantieri della SPV nel novembre 2010. 
E' stato proclamato con orgoglio l'occupazione di "solo" 8,5 mln di mq di area agricola. Questa supericie è quella destinata alla mera occupazione del manto autostradale per 94,5 km. Ad essa si devono poi aggiungere svincoli e complanari per circa altri 70 km. La dichiarazione orgogliosa di chi inaugurava i lavori era ribadita con il fatto che gli edifici demoliti sarebbero stati meno di 40. Questo pensiero secondo Martinelli deve preoccuparci, poiché è la riprova che nel Veneto ultraurbanizzato della Pedemontana Vicentina e Trevigiana, si va ad occupare le poche aree agricole ancora libere, soluzione di continuità tra abitato e campagna. In questo ragionamento si nascondono le reali intenzioni che spingono a proporre queste infrastrutture.

martedì 4 dicembre 2012

Ambiente e cemento, Zanoni: grave conflitto di interessi alla Regione Veneto

Come anticipato da noi in ottobre nel post Vernizzi Uberalles, Chisso Pemettendo  le incompatibilità e il conflitti di interesse dell'ingegner Vernizzi e della Regione Veneto iniziano ad essere posti al centro dell'attenzione. L'Eurodeputato Zanoni solleva il caso alla Commissione Europea competente e al Parlamento Europeo. A quando l'interessamento del Parlamento Italiano, del consiglio Regionale Veneto, dei deputati, dei senatori e dei consiglieri regionali almeno delle opposizioni e degli organi di vigilanza italiani? (ndr)
DA VICENZAPIU' ON LINEOn. Andrea Zanoni, Idv - L'ingegnere Silvano Vernizzi presenta progetti come Amministratore delegato di Veneto Strade e li approva come presidente della commissione regionale VIA. Zanoni: "La Corte di Giustizia Ue chiede che certe cariche siano separate nell'interesse del nostro territorio. Ho chiesto alla Commissione europea se non ritiene che assegnare alla stessa persona il ruolo di Amministratore delegato di Veneto Strade e Presidente della commissione di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione Veneto, non rappresenti una situazione di palese conflitto d'interessi in violazione della Direttiva VAS 2001/42/CE e della Direttiva VIA 2011/92/CE".

Invito a serata sulla Pedemontana Veneta Valdagno 7 dicembre 2012 sala Marzottini ore 21

L'associazione valdagnese HDmenti organizza un incontro dibattito aperto al pubblico sulla autostrada Pedemontana Veneta. Si confronteranno il giornalista Marco Milioni autore con Francesco Celotto del libro recente sul tema Strada Chiusa, Luca Romano presidente del Gruppo Area e studioso dei fenomemi sociali ed economici che ha più volte affrontato il tema sostenendo le opportunità di questa infrastruttura, Vincenzo Cordiano ematologo dell'Ospedale di Valdagno che affronterà gli effetti dell'inquinamento da traffico e dei suoi effetti deleteri sulla salute (Enzucciu: Invito a serata sulla Pedemontana Veneta).
HDmenti introduce il tema sollevando in noi qualche perplessità. Nel retro del volantino introduce la discussione parlando di infrastruttura di livello europeo, di opportunità per il superamento dei limiti e vantaggi competitivi delle aree industriali del vicentino. Ricorda solo alcuni danni come la violazione del paesaggio, lo spreco di suolo e quelli della salute, dimenticando quelli  alla democrazia, all'economia e alla finanza pubblica  . 
Non condividiamo questa impostazione, ma saremo lieti di partecipare e confrontarci.

lunedì 3 dicembre 2012

IL CASELLO INCANTATO di Luca Martinelli Altreconomia - un viaggio che lega la nuova Orte Mestre, che secondo il vice ministro Ciaccia "cuba" 10mld di €, con le vicende degli uomini e delle donne che vogliono vederci chiaro e che si oppongono allo spreco di denaro e territorio

Il caso Santorso e il sistema Galan sbarcano su Report

DA BASSANOPIU' ON LINE: Le liason dangereuse tra lo Studio Altieri di Thiene, l'ex governatore Giancarlo Galan, l'europarlamentare Lia Sartori, il gruppo Mantovani e la vicentina Gemmo impianti sono stati tra i principali spunti di Report, la popolare trasmissione dedicata al giornalismo di inchiesta andata in onda ieri sera: oggetto dell'approfondimento la finanza di progetto nel mondo della sanità veneta.
Guarda il collegamento a Report.it se hai perso la puntata e vuoi approfondire il servizio di seguito alleghiamo anche la trascrizione dell'intero servizio è un buon esempio della finanza malata veneta che trasferisce i debiti al pubblico, si tratta del prototipo del sistema infrastrutturale che si sta attuando per la Supeautostrada Pedemontana Veneta, per altro l'autostrada è citata come opportunità da uno degli Altieri intervistato (ndr).
L'articolo 20 della legge 67/1988 stanziava 17 miliardi di euro per costruire nuovi ospedali e ristrutturare quelli che ne avevano bisogno. Venticinque anni dopo quei soldi sono finiti. I nuovi fondi stanziati coprono a malapena i costi di miglioramento delle strutture esistenti. Per costruire gli ospedali adesso si usa la tecnica del project financing. Se c'è bisogno di un ospedale il pubblico mette metà delle risorse, l'altra metà la mette il privato che in cambio gestisce una serie di servizi. In cambio si paga un canone per una durata che va da 15 a 30 anni. Una delle iniziative più consistenti riguarda Venezia, l'ospedale dell'Angelo di Mestre. Per costruirlo servivano 250 milioni, metà li hanno messi i privati. I costi di quest'operazione, però, a conti fatti, saranno quattro volte maggiori.

martedì 27 novembre 2012

lunedì 12 novembre 2012

L'ARMATA BRANCALEONE ALLA GUERRA DELL'ALLUVIONE

http-//www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/blindati-gaza

L'alluvione di due anni fa non si è ripetuta per un soffio e solo il miglioramento delle precipitazioni ha impedito lo stesso disastro a distanza di due anni, e non è ancora finita, purtroppo. Qualcuno ha comunque subito i medesimi danni poiché l'alluvione rispetto al 2010 ha salvato Vicenza per pochi centimetri, ma non ha salvato i molti cittadini che abitano a ridosso del Bacchiglione, dei numerosi torrenti che lo alimentano o nei pressi dei fossi che scendono dalla pedemontana vicentina.

Quello che ci interessa sottolineare sono le assurde dichiarazioni e i piagnistei di chi chiede conto dei lavori mancati per la messa insicurezza di un territorio, che per sua natura non può che convivere con l'acqua sopra, e sotto il terreno. Si arriva alle sparate sull'applicazione di poteri militari, straordinari o speciali fuori dalla grazia di Dio, per attuare quei lavori e quelle politiche ordinarie per la salvaguardia, delle persone e dei territori. 
Vogliono in campo le forze armate? Mandiamo i guastatori o i demolitori, meglio quelli israeliani sono più specializzati con i loro caterpillar blindati, ma non nelle costruzioni nelle demolizioni oppure usiamo i droni, meglio ancora se very smart and clever.
Battute a parte, ma dove vivevano tutti questi parolai da alluvione quando sul territorio si sprecavano milioni di euro in opere troppo costose e superflue? I più tra questi, dai democratici ai leghisti, passando per le varie bande del pdl e degli ex, se la prendono con la necessità di maggiori fondi per le opere idrauliche. Addirittura chi governa la regione Zaia-Chisso attacca senza mezzi termini i nuovi professori ”romani” e lamentano anch'essi i pochi fondi.

RIFIUTI TOSSICI SOTTO LE AUTOSTRADE. ECCO IL NUOVO BUSINESS DELLA ‘NDRANGHETA

http://www.omicronweb.it/2012/11/06/rifiuti-tossici-sotto-le-autostrade-ecco-il-nuovo-business-della-ndrangheta/
http://www.lasberla.net
La diffusione al Nord della ‘ndrangheta è ormai un dato di fatto. Emergono particolari su un nuovo business delle cosche che si arricchiscono nelle regioni settentrionali. Questa volta si parla di rifiuti tossici. Rifiuti che sarebbero stati posti sotto l’asfalto delle autostrade del Nord. Almeno due procure, riporta Il Quotidiano della Calabria, hanno aperto delle inchieste sull’argomento.
In particolare, l’inchiesta della procura di Venezia sarebbe in dirittura di arrivo. I magistrati ipotizzano che la criminalità organizzata si sia infiltrata nella gestione di appalti, concessioni e soprattutto per lo smaltimento dei rifiuti. Il tutto collegato alle realizzazione di grandi opere in Veneto e Lombardia.
Sotto il manto stradale dell’autostrada Brescia-Padova sarebbero finiti scarti di fonderie e acciaierie, materiali altamente tossici. Gli approfondimenti della magistratura toccano anche i cantieri della Bre.Be.Mi, la nuova arteria autostradale che collegherà Brescia e Milano senza passare per Bergamo. Dossier presentati in procura qualche mese fa dimostrerebbero che sotto la superficie autostradale si trovano centinaia di tonnellate di scorie. Tutte sepolte un metro sotto la superficie autostradale. Ci sarebbero anche video e foto notturni a mostrare automezzi intenti a riversare materiale tossico alla base del fondo stradale. A essere finite nel mirino dell’antimafia veneta ci sarebbero anche due grandi aziende, una vicina alla Lega Nord. Libero

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Mobilitazione rossanese

Mobilitazione rossanese: Oltre 300 persone sono accorse nella serata di venerdì al PalaBrunello di Rossano Veneto in occasione dell’incontro promosso dal «Comitato No gassificatore di Rossano, Cassola e comuni limitrofi» per parlare del tema che sta infiammando la cittadina veneta: la tutela del pozzo idropotabile di via San Paolo. Hanno partecipato alla manifestazione anche alcuni rappresentanti politici tanto di maggioranza quanto di opposizione. Assente il sindaco Gilberto Trevisan

DA NUOVAVICENZA.IT - Cave, l’ultimo business del buco è la Pedemontana


Cave, l’ultimo business del buco è la Pedemontana http://www.nuovavicenza.it/2012/11/cave-lultimo-business-del-buco-e-la-pedemontana/

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Gli scavi per la Pedemontana (dal sito http://difesasaluteterritorio.blogspot.it/)
In un Veneto già crivellato da oltre 570 cave sta prendendo vita una nuova grande area di scavo. È il cantiere delle Pedemontana, che di fatto diventerà un enorme bacino da cui sarà possibile asportare, riutilizzare, trasformare e mettere in commercio qualcosa come 9 milioni di metri cubi di materiali, soprattutto sabbie e ghiaie.
L’allarme è stato lanciato in questi giorni dai comitati del gruppo Difesa Salute Territorio che seguono da vicino il cantiere della nuova super strada nei comuni dell’alto vicentino dove sono partiti i lavori. Foto alla mano, dove si notano montagne di ghiaia e scavi profondi svariati metri (sono i tratti in cui la strada passerà in trincea), i comitati osservano come lo scavo in profondità permetta un maggior accumulo di ghiaia ed  interrompa “lo strato di argilla che è il filtro per le sostanze inquinanti”. E si chiedono:  “Come mai si scava tanto in profondità proprio nei punti dove la falda è più a rischio? Forse perché sono i punti in cui la ghiaia è presente in grande quantità ed è di ottima qualità? Nel progetto definitivo del tratto Breganze – Marostica viene evidenziato che su 60 km di autostrada in trincea ben 35 sono a rischio idraulico e per circa 3,5 km si andrà ad interferire con la falda freatica, con il manto stradale che di fatto si troverà al di sotto del livello dell’acqua”.
La risposta ai quesiti si trova in una deliberazione della giunta regionale, la n. 1886 dello scorso 18 settembre intitolata “Superstrada Pedemontana Veneta: gestione e utilizzo dei materiali di scavo”. Lì si legge che “secondo i dati contenuti nel Progetto Definitivo, la realizzazione dell’infrastruttura in argomento prevede un esubero complessivo di materiale di circa 13 milioni di metri cubi nell’arco di 5 anni, derivante dalle opere di scavo sia in galleria che in trincea, dei quali circa 9 milioni di m.c. di materiale inerte utilizzabile industrialmente e costituito in prevalenza da sabbie e ghiaie”.


Il Veneto tra grandi opere e pericoli occulti

Il Veneto tra grandi opere e pericoli occulti: Il pacchetto di infrastrutture che interessa il Nordest da anni è veramente la risposta ad esigenze sentite oppure non è altro che un sistema d'affari collaudato che va a beneficio di pochi? È tra questi due poli opposti che si è dipanato ieri il dibattito organizzato da Vicenza Più all'hotel Glamour di Cassola, animato da un vivace botta e risposta col pubblico.

martedì 6 novembre 2012

Pedemontana.Toniolo:'Ma che difformità...il tracciato è stato concordato con tutti i Comuni!'

Tratto da THIENEonLINE.it l'articolo della Redazione Non ci sta il consigliere regionale Costantino Toniolo con le accuse lanciate attraverso i media su presunte difformità al tracciato della Pedemontana Veneta e sostiene che si tratta di strumentalizzazioni ' da primarie' da parte del centro sinistra, che nulla hanno a che fare con il percorso storico. In un lungo comunicato stampa, che riportiamo fedelmente, Toniolo fa il punto della situazione, spiegando le sue ragioni.

 "Per la Superstrada Pedemontana Veneta è stato fatto a suo tempo un gran lavoro di concertazione e mediazione con le esigenze dei territori vicentini e trevigiani attraversati per individuare il miglior percorso e per ridurre al minimo gli espropri".

Territorio e infrastrutture: Spv, tra modello viario e modello di business. A Cassola il convegno di VicenzaPiù

Infrastrutture, a Cassola il convegno di VicenzaPiù: «Territorio e infrastrutture: Spv, tra modello viario e modello di business». È questo il tema dell'incontro pubblico con ingresso libero e dibattito aperto al pubblico  organizzato venerdì 9 novembre 2012 Ore 20,20 presso l'Hotel Glamour via Valsugana 90 a Cassola dal Periodico VicenzaPiù. La tavola rotonda è pensata per approfondire la cornice politica ed economica nella quale si sta dipanando il tema delle grandi opere nel Veneto. Un ambito in cui Pedemontana, ma anche Valdastico Nord e Valsugana bis costituiscono alcune tra le voci più significative.

Finalmente anche l'opposizione si oppone

Apprezziamo le dichiarazioni dei consiglieri Puppato e Fracasso sull'esplosione del debito e del rischio per le casse pubbliche della Regione Veneto con il cattivo progetto della SuperAutostrada Pedemontana Veneta. E' giusto unire a quest'opera quello che è il suo quarto lotto: la Valsugana, anche questa con un financing project che costruisce debito pubblico. Finalmente anche l'opposizione in regione si oppone, e annuncia atti conseguenti alle informazioni che da mesi sono disponibili ai cittadini nei comitati. Anche Puppato e Fracasso hanno annunciato formali azioni presso la giustizia amministrativa e non. Sono azioni che il CoVePA ha già intrapreso coordinando tre ricorsi al TAR Lazio, e tre denunce alla Procure della repubblica di Bassano e Venezia. Non sono mancate anche quelle alla Procura della Corte dei Conti. L'ultimo esposto lo abbiamo depositato venerdì 2 novembre u.s. alla Procura della Repubblica in Laguna. Invitiamo Puppato e Fracasso a comprendere che ogni atto conseguente alla loro dichiarazione non puo' limitarsi solo alle contraddizioni e alle violazioni del progetto della SPV.

lunedì 5 novembre 2012

Scontro sulla Pedemontana veneta Pd a Chisso: «Progetto da rivedere» - Corriere del Veneto

Corriere Del Veneto 
Scontro sulla Pedemontana veneta Pd a Chisso: «Progetto da rivedere»
Puppato e Fracasso: «Costi aumentati e abnorme spreco del territorio»
VENEZIA - «La Pedemontana veneta sta diventando tutt'altra cosa rispetto al progetto originario con lievitazione di costi, pedaggi non previsti e, soprattutto, abnorme spreco di territorio con evidenti conseguenze per l'ambiente». Lo hanno affermato, incontrando i giornalisti a palazzo Ferro-Fini, Laura Puppato capogruppo del Pd e Stefano Fracasso, annunciando che chiederanno all'assessore Renato Chisso di far luce in aula sulla in occasione di una seduta straordinaria del Consiglio.  Gli esponenti del Pd si riservano inoltre «di ricorrere alla magistratura amministrativa e non». All'incontro hanno partecipato anche un gruppo di amministratori locali ed esperti tra cui l'ex senatore «verde» Giorgio Sarto il quale ha ricordato come la Finanziaria del 1999 (legge 448 articolo 50) avesse stabilito uno stanziamento per quest'opera con un precisa condizione, ovvero l'obbligo «di assicurare il massimo riuso dei sedimi stradali esistenti e dei corridoi già previsti dagli strumenti urbanistici locali» lasciando «libera percorrenza al traffico locale». «La realtà - hanno affermato Puppato e Fracasso - si sta rivelando decisamente diversa». (Ansa)

domenica 28 ottobre 2012

VERNIZZI ÜBER ALLES. CHISSO PERMETTENDO!

Nel marzo 2012 diversi quotidiani hanno ospitato un articolo a firma dell’Ing. Vernizzi. Oltre al significativo titolo, egli contestava il riconoscimento giuridico dei comitati come entità in grado di “contrattare” con gli enti poiché ciò porta al blocco e all’anarchia. Questa dichiarazione meritava allora e merita ancora una risposta sia a Vernizzi che ai suoi referenti politici. A questi il commissario dimezzato chiede, quale solerte servitore/ispiratore, un intervento legislativo per impedire il riconoscimento giuridico dei comitati/associazioni. Egli chiede di impedirne la costituzione in giudizio con implicazioni costituzionali e violazione delle stesse normative comunitarie in materia di trasparenza e partecipazione democratica. E' evidente in questo passaggio che la vera emergenza è quella democratica.
Quell'intervento è apparso, non per caso, proprio quando per la prima volta il TAR Lazio, sulle analisi condotte dal CoVePA (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa i comitati contro il progetto della Pedemontana), sull'impegno di due studi legali e sulle istanze di alcuni cittadini e Comuni, con due sentenze, la 10184/2011 e la 01140/2012, ha annullato l'emergenza per la Pedemontana Veneta e la sua nomina a Commissario Straordinario. Gli è stato tolto l'enorme potere discrezionale con cui ha gestito il Passante di Mestre e gestisce la SPV. I barellieri e i soccorritori del commissario dimezzato non sono mancati, tra di essi si annoverano coloro i quali al Consiglio di Stato hanno sospeso le precedenti sentenze.

Ecotrasporti, una folla imbufalita blocca il consiglio a Rossano

Da BassanoPiù OnLine di M.Milioni:
La maggioranza boccia l'emendamento «salva acqua» e l'emiciclo viene invaso da una folla di residenti imbufaliti tra urla, accuse ed improperi di ogni genere. È successo stamani a Rossano nel Vicentino dove era in discussione una modifica delle norme urbanistiche per la tutela del pozzo di San Marco che alimenta l'acquedotto municipale. Alla fine sono intervenuti i carabinieri per portare un po' di calma.
Leggi anche bassanonet:

lunedì 22 ottobre 2012

Assemblea con i ricorrenti 26 ottobre


Il 26 ottobre è convocata a Marchesane ( solita sala ) una assemblea pubblica nella quale verrà presentato l'esposto che presenteremo in corte dei conti a Venezia la prossima settimana e l'esposto in procura

giovedì 18 ottobre 2012

Semplificazioni e polemiche. da LaSberla.net di Marco Milioni


Non ce ne voglia Marco Milioni, ma dal suo blog LaSberla.net prendiamo la sua nota per presentare quei provvedimenti del Governo che il nostro portavoce Massimo Follesa ha lanciato sul suo profilo facebook come la solita azione di salvataggio di opere che si pongono fuori legge.

Semplificazioni e polemiche. da LaSberla.net di Marco Milioni
(m.m.) Ma che cosa c’è veramente dietro il cosiddetto decreto semplificazioni? Si tratta proprio di una sorta di cavallo di troia per riformare la norma a svantaggio dell’ambiente, del territorio e del paesaggio? Come si giustificano le polemiche comparse sui media nazionali?
Oggi il Corsera dedica un ampio servizio all’argomento con un articolo di Lorenzo Salvia. Lo stesso fa Il Fatto con un approfondimento a pagina 9. Del disegno di legge parlano bene gli agricoltori della CiaCisle Confindustria. Critiche durissime arrivano invece da Legambiente nazionale, dai Verdi e dal deputato democratico Ermete Realacci, responsabile per il partito delle politiche energetiche sostenibili. Nel disegno di legge c’è anche una modifica alla disciplina che sino ad oggiimpedisce ai top manager bancari di acquistare titoli della stessa banca presso cui prestano servizio a meno di una autorizzazione specifica. C’è poi un dato di fondo da considerare. Il settore ambientale è storicamente un ambito in cui le ecomafie prosperano. Come si concilia il recente testo uscito da palazzo Chigi con il recente aumento delle operazioni sospette di riciclaggio di danaro sporco?

ddl semplificazioni: Bonelli(Verdi),attacco senza precedenti ad ambiente - ASCA.it

ddl semplificazioni: Bonelli(Verdi),attacco senza precedenti ad ambiente - ASCA.it

ddl semplificazioni: Bonelli(Verdi),attacco senza precedenti ad ambiente

16 Ottobre 2012 - 16:39

(ASCA) - Roma, 16 ott - ''Il Ddl semplificazioni approvato dal governo e' un attacco senza precedenti all'ambiente''.

Lo sostiene il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che spiega: ''In merito al permesso di costruire viene eliminato il silenzio rifiuto: in pratica ogni silenzio di una Pubblica amministrazione sara' un assenso. Semplificando significa che, di fatto, molte costruzioni inammissibili otterranno comunque il permesso, anche perche' gli uffici Tecnici, a corto di personale non riusciranno ad evadere le pratiche nei termini previsti. Il silenzio assenso, poi viene introdotto anche sul parere del Soprintendente sul nulla osta paesaggistico: di fatto lo Stato svende il vincolo paesaggistico in favore degli Enti locali''.
''Ma non basta -prosegue Bonelli- perche' nel testo c'e' un vero e proprio attacco al principio europeo 'chi inquina paga' per quanto riguarda la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate. L'articolo che sostituisce il 243 del Dlgs 152/2006 (Codice Ambientale) sulla 'Gestione delle acque emunte' in pratica demolisce il principio 'chi inquina paga' facendo un grossissimo favore a chi inquina. Nel testo si legge: 'Nei casi in cui le acque di falda contaminate determinano una situazione di rischio sanitario, oltre alla eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile e economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalita' generali e agli obiettivi di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti dalla Parte III del presente decreto''.