mercoledì 7 dicembre 2016

La Pedemontana Veneta secondo Armani Presidente ANAS


In commissione infrastrutture al Senato ieri 6 dicembre 2016, dopo il precedente rinvio, è tornato in scena il Presidente di Anas Armani che nel lungo intervento di un'ora e mezza ha trovato due minuti per liquidare la Pedemontana Veneta. Ha sostanzialmente dichiarato un possibile intervento su SPV poiché la risoluzione contrattuale, è verificata ma impraticabile. Ha confermato un interesse della Società, ma segregando gli interventi nel mercato delle concessioni da quelli istituzionali sulla viabilità orinaria e principale. Questo è il core-business.

sabato 26 novembre 2016

«SignorNO... ha senso la riforma costituzionale caldeggiata dal governo?».

http://www.voxeurop.eu/it/content/cartoon/2289231-signor-no
Mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 20:30 il CoVePA organizza all'Hotel Aries di Vicenza un incontro aperto al pubblico dal titolo «SignorNO... ha senso la riforma costituzionale caldeggiata dal governo?».
La serata, che sarà introdotta da Massimo Follesa, portavoce ovest vicentino del Covepa, vedrà come relatore unico il professor Renato Ellero, già docente all'Università di Padova. A partire dagli assunti dei sostenitori del sì alla riforma saranno approfondite le ragioni che invece fanno propendere per una bocciatura del quesito referendario costituzionale. Sarà dato molto spazio alle domande dei presenti.
Il Sì spinge verso decisioni centralistiche? Siamo disarmati nel discernere il Sì?  No! La Costituzione è pur sempre un insieme di parole, profonde,belle, chiare scritte con il sangue,con cui far prevalere i fatti, il positivo contro il negativo.
Regionalismo contro centralismo? Se la mettiamo così non se ne esce.Il Veneto costruisce disastri  a partire dal Mose per finire alle infrastrutture, dal sistema bancario alla speculazione immobiliare, dagli inquinamenti all'ambiente e non solo e bisogna dirlo.
Questa riforma della Costituzione e la legge elettorale, fanno parte di un progetto autoritario per cui le grandi "strategie" saranno decise da "padroni e prenditori"  senza soldi con il contributo pubblico, per poi investire lucrosamente gli enormi profitti fatti ma con l'aiuto del denaro pubblico e sottratto alla tassazione. Questo progetto autoritario va a colpire sopratutto il lavoro, i diritti, la sovranità e la democrazia come l'abbiamo conosciuta finora.


dettagli e riferimenti

Mercoledì 30-11-2016
Hotel Aries - sala La Rotonda
viale Leonardo Da Vinci 28
36100 Vicenza

INFO
telefono della reception: 0444-239239

N.B.
L'hotel si trova vicino al casello autostradale di Vicenza Est

venerdì 11 novembre 2016

SPV, SFIDA PER GLI INDUSTRIALI VENETI: SCOMMETTETIE I VOSTRI SOLDI!

Marco Milioni su VVox pone la SPV tra i tre nodi principali che mettono Del Rio in un angolo, sia dentro al ministero che fuori.
Il nodo della Pedemontana veneta è dunque centrale a livello nazionale. 
Emergono chiari i contorni chiaramente dei minimi termini con cui ragionano gli arsenalotti e i proti di questo Veneto, povero de schei, ma anche di reali capacità imprenditoriali e amministrative.


«Giorgio Meletti è il giornalista economico che sul Fatto Quotidiano del 23 luglio ha svelato alcune cifre da sballo correlate al rischio di default per la Regione Veneto se, per effetto della convenzione che regola i rapporti tra il privato concessionario, la Sis e il concedente (la Regione Veneto per il tramite del commissario delegato Silvano Vernizzi), quest’ultima dovesse  essere chiamata a risarcire il privato, qualora l’opera non vada a regime o non produca utili ben 366 milioni all’anno. «Da quel giorno di luglio – rimarca Meletti – dai politici e dagli amministratori che dovrebbero dare risposte in tal senso non ci sono state che chiacchiere mentre il problema si incancrenisce perché mi si deve spiegare quale imprenditore o quale banca si dovrebbe sobbarcare un onere del genere ben sapendo che l’affare rischia di essere un buco nell’acqua gigantesco». Da quest’estate le cifre descritte in quel servizio firmato anche da da Davide Vecchi «non sono mai state smentite». Ora, poiché la Spv è realizzata con la finanza di progetto con cui privato si autofinanzia con i pedaggi, perché gli industriali veneti non raccolgono la sfida scommettendo i loro quattrini? Al momento è l’unica via d’uscita per cui l’affaire Spv pesi un po’ meno sulle coscienze come uno scandalo ampiamente annunciato».

PEDEMONTANA VENETA CENSURATA ANCORA DALLA CORTE DEI CONTI: NUOVE MANCANZE E LE VECCHIE NON VENGONO CORRETTE!

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato presso la Corte dei Conti, oggi 11 novembre 2016, ha reso pubblica la relazione sullo stato di avanzamento della Pedemontana Veneta. Il nuovo documento segue l'adunanza del II Collegio del 6 ottobre 2016 e quello del 30 dicembre 2015. La delibera che accompagna la relazione consente di respingere i rilievi della Corte entro 30 giorni, in caso contrario entro sei mesi si dovranno adottare i provvedimenti per adeguarsi alle richieste. Emergono 2 fatti di una certa rilevanza: la mancanza di ogni relazione alla Ragioneria centrale dello Stato, sulle somme autorizzate per pagare gli stati di avanzamento lavori e della verifica di ottemperanza ambientale tra il progetto preliminare e quello esecutivo, cosa che renderebbe l'opera abusiva.
Il relatore Antonio Mezzera in otto punti rincara dose. Innanzi tutto entra nelle mancanze di Commissario e Regione Veneto. Dal dicembre 2015, questi non vi hanno posto rimedio, applicando la deliberazione della Sezione di controllo n. 18/2015/G. La relazione poi prende in esame l’incertezza sulla prosecuzione del commissariamento, l’incerta sostenibilità finanziaria dell’opera, il rispetto dell’adempimento contrattuale, le problematiche sulle opere sospese e sulla viabilità di raccordo, la modesta attività di controllo e di monitoraggio dell’opera, il ritardo nei pagamenti degli indennizzi per gli espropri.
Alla fine conclude con precise valutazioni e raccomandazioni per la Regione e i ministeri competenti delle infrastrutture e dei trasporti, della economia e finanze, oltre a quello dell'ambiente e la Presidenza stessa del Consiglio dei Ministri, non da ultimi la corte richiama ai loro compiti i sindaci. Infatti l'auspicio della Corte è per un ritorno alla gestione ordinaria, poiché appare chiaramente esaurita la capacità del commissario di gestire l'emergenza che dopo sette anni deve essere considerata conclusa.

giovedì 10 novembre 2016

PedeVeneta Terremotata: Zaia spera ... signora se arriva il terremoto casca le case!

PedeVeneta con le mutande calate. Zaia si lava le mani.

CorVenetoVI 10.11.165 p5
ANAS NON RISPONDE NEMMENO 
LUCA ZAIA CHE SEMBRA IL PROCONSOLE DI PALESTINA PILATO CHE IL GOVERNATORE DEL VENETO. DURE RIMOSTRANZE DEGLI ESPROPRIATI DI SPV.
Il presidente di Anas Gianni Armani, in «audizione informale» ieri in commissione Lavori pubblici al Senato, ha preso diligentemente appunti e lasciato capire d’essere parecchio interessato alla vicenda. Ma non ha risposto. Quando infatti sarebbe stato il suo momento, il presidente della commissione, Altero Matteoli, ha avvertito tutti: «Non c’è più tempo, mi spiace». Per saperne di più ci si riaggiorna la prossima settimana. 
Inoltre il 9 novembre mattina a Caldogno, all'inaugurazione del nuovo bacino antialluvioni di Vicenza, c'è stato un duro confronto tra gli espropriati e Zaia: quello che sa dialogare bene con la gggente, cosí lo incensa TVA. Però l'impomatato ci apostrofa "voialtri sa vi besisimo coale che a xe la situasion...", e con un un sorrisetto che sembra un ghigno non sa dare risposte. Per ora le prove di dialogo sono finite.  Il faccia a faccia fra il presidente della Regione e gli espropriati della Superstrada Pedemontana Veneta (vedi il video), a Caldogno per l’inaugurazione del bacino di laminazione sul Timonchio, come riferisce ecovicentino.it, è stato condotto da alcuni residenti del Bassanese proprietari di terreni espropriati dal Consorzio Sis, non pagati tra cui Matilde Cortese la portavoce del CoVePA.

martedì 8 novembre 2016

Pedemontana la strada infinita TG Veneto Rai3 08/11/16 ore 19.30


L'edizione delle 19.30 del TG Veneto di Rai3, da conto degli interventi di Jacopo Berti e di Alessandra Moretti sulla notizia di oggi 8.11.16 pubblicata dalla Tribuna di TV pp1-2-3: Finiti i soldi della Pedemontana Veneta, prossimo lo stop dei cantieri, Veneto Strade ceduta ad Anas insieme alle strade venete. Fallimento della politica di Zaia e pessima eredità di Galan e Chisso.

domenica 23 ottobre 2016

MITI CONSIGLI PER GLI IMPRIGIONATI NELLA SPV

media.vanityfair.com
La tutela erariale è ormai alle porte e incombe sul Veneto.  Il Commissario della SPV sembra uno degli intrappolati sopra agli incendi delle TwinTowers, non gli resta che lo schianto sul marciapiede, con i giudici a registrare il tipo di danno che può aver provocato.

Oggi i quotidiani veneti del gruppo Espresso(cfr.all. Mattino di PD p2 e p3 - Tribuna TV 23/10/16)pubblicano un articolo di Renzo Mazzaro che tira il filo giusto per provare a sbrogliare una matassa ingarbugliata e così ben annodata, da Galan, da Chisso e dai loro sodali, che strapparla, per il Veneto, può voler dire pagare miliardi di €uro. La questione è utile per comprendere anche la situazione della Pedemontana Veneta: se si taglia il nodo gordiano dei 3.100 milioni di € del “più grande cantiere italiano in corso di esecuzione” ci sarebbero penali miliardarie basate su ricavi da traffico che per Cassa Depositi & Prestiti e Banca Europea degli Investimenti sarebbe almeno inverosimile, se non peggio, ma tale da rendere impossibile l'attivazione dei loro interventi.
Al contrario se invece si facesse correre la concessione di SPV, l'esercizio finanziario porterebbe a perdite sempre miliardarie. Queste per l'effetto del contratto sarebbero a carico della Regione Veneto guidata da Zaia, le cui responsabilità sono aggravate dalla revisione del contratto nel 2013. Questo è stato confermato nell'incontro del 6 ottobre 2016 in Corte dei Conti a Roma, anche se ogni giornale veneto si è occupato solo di riportare le parole di certi sindaci, bene ammaestrati nella riunione di martedì 27.09.16 a VenetoStrade con l'ing. Vernizzi.

ASSEMBLEA PUBBLICA A BREGANZE SULLA SPV

Di seguito riportiamo le parole del consigliere Antonio Mezzera sulla relazione presentata il 6 ottobre u.s. a  Roma. Egli ha riferito su una serie articolata di punti, in particolare nello specifico ha parlato delle lagnanze di alcuni comuni che non si sono uniti al coro greco  dei "sindaci della SPV". Ormai sindaco della SPV è un epiteto che non vogliamo usare per i primi cittadini di Breganze e Povegliano, sono una donna e un uomo, e non dei "sindaci della SPV". In Particolare Piera Campana ha avuto il coraggio di contraddire il commissario con i fatti e di chiedere la chiusura e il pagamento con date certe, degli espopri di Breganze, prima di ogni ulteriore atto con l'amministrazione comunale.
«Sul punto poi … sempre per le opere complementari…..ci sono le doglianze di alcuni comuni, perché il Comune di Breganze con una sua memoria ...afferma che per quanto concerne la viabilità complanare e le opere compensative, si da atto che sono intercorsi i colloqui con la SIS, nel corso dei quali sono stati individuati soluzioni progettuali condivise e ritenute ottimali, anche da parte del consorzio sotto il profilo del contenimento dei costi di realizzazione, colloqui ai quali tuttavia non è seguito alcun avvallo ufficiale da parte del commissario straordinario. Quindi a dimostrazione che c'è questo problema delle opere … complementari di raccordo che attengono alla funzionalità della strada, per cui alcuni comuni…..si lamentano che… non si è andato avanti.
Stessa lamentela da parte del Comune di Povegliano, che afferma ….. che c'è stato un protocollo d'intesa per alcune ... opere, per cui la sottoscrizione di tale protocollo non poteva non implicare il successivo finanziamento dell'opera, dal momento che la stessa veniva ritenuta da tutti gli (intervenuti) indispensabile, non è infatti ipotizzabile che gli enti coinvolti abbiano sottoscritto un simile protocollo d'intesa, nella consapevolezza…..che non ci sarebbero potute essere fonti di finanziamento. Si ribadisce ancora una volta l'assoluta necessità di dare corso agli accordi sottoscritti eccetera eccetera e quindi questo per alcuni comuni …. per il problema delle opere complementari».

SPV=MOSE! gli articoli che obbligano la Regione Veneto a pagare sempre

Riprendiamo un post che avevamo già pubblicato circa tre mesi fa. Esso verteva sugli gli articoli della concessione della Pedemontana Veneta, su cui si basa il buco da 20 mld di € della SPV. Su questo aspetto oggi è intervenuto Renzo Mazzaro, di fatto dando il giusto credito a quanto avevano trattato i giornalisti Giorgio Meletti e Davide Vecchi. Nel loro intervento avevano lanciato l'allarme dalle colonne de il Fatto Quotidiano con un articolo del luglio scorso. Avevano affondato la penna nel debito miliardario per il Veneto a causa degli obblighi generati dal contratto di concessione della Pedemontana Veneta.

Il default di Regione Veneto può essere un MOSE bis quello della Superautostrada Pedemontana Veneta, che di super avrebbe solo il buco miliardario per la Regione Veneto. Avevamo parlato di una cuccagna per la SISscpa. A dire il vero era stata costruita dagli stessi della banda CVN, Mantovani e soci, a cui Zaia e Chisso hanno dato continuità e che la lega-dorotea non ha il coraggio di fermare. 

Si legge nero su bianco in queste due parti che sarà la Regione a pagare l'equilibrio di bilancio di SPV fino al 2059. La prima parte è l'articolo 8 in vigore e tratto dalla convenzione originaria del 21/10/2009.

La seconda parte della documentazione allegata sotto tratta dell'articolo 8bis, ed è estratta dalla modifica del 18/12/2013, quella che ha come responsabile politico Luca Zaia, di fatto costituiscono un contratto in frode alla legge poiché ammettono benefici non previsti dalla norma, sembra mancare proprio la buona fede contrattuale delle parti.

TAEPILE: Project financing veneto, è l'ora degli spettri erariali

(m.m.) Secondo la Nuova Venezia, in edicola oggi, la Regione Veneto potrebbe rischiare una ecatombe finanziaria (con tutto ciò che ne consegue in termini di possibili danni erariali) in ragione dei project financing dell'era Galan che languono da mesi in una sorta di limbo indefinito, nell'ambito del quale non sarebbe mai giunta né una vera bocciatura né un reale via libera. Ma come mai? Secondo una analisi molto interessante che porta la firma del noto giornalista Renzo Mazzaro pubblicata alle pagine 12 e 13, i guai di Palazzo Balbi potrebbero arrivare a causa di una sentenza del Tar Molise che punisce quella amministrazione regionale in ragione della estrema lentezza con la quale sta vagliando un grande progetto autostradale. Si tratta di una prospettiva da vagliare con attenzione e che va ricollegata alla legge regionale varata dal consiglio nell'estate del 2015. I motivi per cui il governatore leghista Luca Zaia volle approvarla in fretta e furia ora, per chi all'epoca avesse avuto dei dubbi, si comprendono un po' meglio. Come si comprendono anche i timori che già si stanno moltiplicando tra i consiglieri che allora la votarono. Ansie che si sommano allo stato precomatoso che sta interessando anche la regina del project financing veneto, ovvero la Spv. Sul tappeto tra l'altro rimangono i nodi irrisolti della Valdastico Nord e della Tav lungo l'asse Verona, Vicenza, Padova. Il che rende bene l'idea di come sia stata sciagurata negli anni la pianificazione infrastrutturale del Veneto.

venerdì 7 ottobre 2016

UNA GIORNATA PARTICOLARE PER IL COMMISSARIO DELLA SPV

Abbiamo ricevuto il resoconto di Morena Brogagnolo della giornata del 6 ottobre 2016 presso la Sezione di controllo della Corte dei Conti a Roma e volentieri pubblichiamo.
Ieri ho partecipato in veste di auditore per il Coordinamento Asolo-Castellana all'udienza presso la Corte dei Conti sulla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta (opera realizzata in project financing).  Udienza alla quale sono convenuti il Commissario Vernizzi e il suo staff, i rappresentanti della Regione (presente 1 solo in realtà), i sindaci dei Comuni attraversati dall'opera (circa una 30 di rappresentati tra sindaci e assessori), il Direttore generale della Ditta Appaltatrice (Ing. Dogliani della Sis) i rappresentanti dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'Economia e delle finanze, dell'Ambiente,  dei Beni Culturali, del Consiglio dei Ministri, della ragioneria dello Stato della sezione provinciale di competenza (Venezia), il Comitato Veneto Pedemontana alternativa e il Parco Sovracomunale della Civiltà delle Rogge. La relazione del giudice istruttore Antonio Mezzera è stata impietosa. 
A distanza di un anno dalla precedente relazione della Corte dove erano state evidenziate le seguenti criticità:
  • estrema lentezza dell’iter dell’opera
  • costi della struttura commissariale sovrapposti a quelli degli organi ordinariamente deputati alle stesse funzioni
  • carenze progettuali
  • clausole capestro nella convenzione del project finanzino
  • criticità inerenti l’esecuzione dell’opera
  • determinazione del computo degli espropri
  • esistenza di clausole contrattuali particolarmente favorevoli al concessionario 
  • criticità di ordine ambientale rilevate dal Ministero Competente
le risposte pervenute dalle amministrazioni sono risultate insoddisfacenti e "non in linea con quanto riportato dalle stesse amministrazioni in documenti ufficiali o in interviste sulla stampa” (cit.).